Come sempre le società acconsentono ad ogni proposta che parte dai vertici federali. Che siano del presidente, o del ct.
Già il ct: abbiamo conosciuto Sandro Campagna da atleta, splendido atleta. Poi vice di Rudic: dal croato ha appreso un modo di giocare nuovo, adattandolo alla nostra latinità. Non a caso ha portato così due ori mondiali in bacheca.

Ma è nostra opinione che il suo compito debba restare squisitamente tecnico: non dovrebbe fare da suggeritore per formule e location, lasci le questioni politiche alla federazione e alle società che ogni giorno, con fatica, allenano i giocatori che poi ci emozionano con la calottina della Nazionale.
Forse Mancini si comporta analogamente con le società di calcio? Forse Sacchetti nel basket? O Blengini nel volley?

Spingere sul questa fantomatica “bolla” di Lignano Sabbiadoro è l’ennesima sconfitta per le società, che sono costrette a trasferimenti in una location,  che per l’ennesima volta crediamo sia bellissima ma per una vacanza o per un torneo di bambini. Ma è scomodissima, perchè lontano da aereoporti e costringerebbe le squadre che arrivano da lontano a fare cambi con mezzi di trasporto. Quindi possibilità di contagi.
Ecco crediamo che questi debbano essere gli argomenti per chi sta al timone (o pesudo tale) debba affrontare.
I due round di Coppa Italia hanno dimostrato la totale incapacità di governare distanziamento, controlli (tamponi?) di atleti, tecnici, dirigenti e classe arbitrale.

Sulla “bolla” c’è ancora una argomento molto cusioso.
Perchè negare le riprese televisive di Eurosport (costo 3000 euro??) adducendo una scusa folle?
La piscina sarà blindata, nessun estraneo potrà accedervi.
Ci scusi, caro Paolo Barelli, ma le riprese per lo streaming chi le farà lo Spirito Santo?

Infine vi proponiamo uno stralcio dell’articolo datato 30 luglio, del collega Orlando Gotta, pubblicato dal quotidiano “Il Giornale”, che se non sbagliamo, è della stessa area politica del Presidente FIN.

“La Nba riparte dalla "bolla" di Disney
Via le parole, ecco i fatti: questa notte ricomincia il campionato Nba, sospeso lo scorso 11 marzo. Da tre settimane 22 delle 30 squadre, cioé quelle già qualificate ai playoff più quelle con la classifica migliore, sono in isolamento in tre hotel dell'immenso complesso sportivo del Walt Disney World vicino ad Orlando, in Florida, in quella che gli americani chiamano “bubble”: una campana di vetro, cioé un ambiente tagliato fuori dal mondo esterno (ma in realtà non recintato), con tamponi quotidiani, allenamenti in impianti separati e massima attenzione nei momenti liberi, sempre comunque con mascherina e tenendo le distanze.
Nel periodo iniziale di quarantena nessuno poteva uscire dalle proprie stanze, e ad ognuno dei circa 1500 tra giocatori, allenatori e giornalisti (20) venivano lasciati i pasti fuori dalle stanze. Passati quei 10 giorni è stato possibile muoversi, pescare nel laghetto, giocare a golf, ritirare pacchi nell'immenso centro di smistamento dove pare ne arrivino 1000 al giorno, portando sempre al polso un braccialetto elettronico che permette ingresso nei vari luoghi a seconda della funzione di chi lo indossa. Dopo lo sconcerto iniziale per la prospettiva di una lunga separazione dalle famiglie e qualche polemica per le lamentele di alcuni giocatori per la qualità del cibo, ritenute di pessimo gusto in un momento di crisi globale, la situazione si è stabilizzata e l'annullamento di alcune partite del campionato di baseball per contagio dei giocatori di Florida è parso dare ragione alla scelta della Nba di concentrare tutto in un medesimo luogo.
Con la spesa di 180 milioni di dollari, condivisi con la Disney, proprietaria della Espn che trasmetterà la maggioranza delle 99 partite: una frazione del miliardo di dollari di contratti tv e pubblicitari in ballo…..

Ecco adesso la FIN ci spieghi se per “bolla o bubble” intende fare una cosa simile (meglio seria) o come sempre sono in programma le nozze con i fichi secchi.
Sinceramente si potrebbe presupporre per la seconda ipotesi, perché Natale si avvicina e la frutta secca è una nostra antica tradizione.

 

13 / 10/ 20

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