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Doccia fredda per gli amanti degli sport praticati e non da salotto: il Comitato tecnico-scientifico ha detto no alla ripartenza dello sport di contatto. Resteranno dunque ancora fermi calcetto e in parte piscine, palestre e circoli sportivi in cui si fa attività di contatto. La riapertura era prevista per domani ma previo via libera degli esperti che, invece, non è arrivato.

Il Comitato tecnico-scientifico però nel suo parere ha confermato che «in considerazione dell’attuale situazione epidemiologica nazionale con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto, debbano essere rispettate le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale.
A tal proposito, il Cts ricorda che la deroga a tali prescrizioni è stata validata esclusivamente per la “ripresa delle gare di calcio professionistico limitatamente alla serie A”, perché “tale deroga” è “stata accettata in presenza di un interlocutore formale – la società sportiva – che ha assunto piena responsabilità” riguardo a esecuzione e controllo di “uno stringente protocollo di diagnosi e monitoraggio continui”.
Dunque, in assenza di “simili protocolli a favore di singoli individui che si dedicano ad attività a livello amatoriale o di società dilettantistiche”, il Comitato tecnico scientifico “non ritiene al momento di poter assumere decisioni al riguardo che siano difformi rispetto alle raccomandazioni sul distanziamento fisico”.

Il ministro Spadafora: «Non sono d'accordo, aspetto il parere di Speranza».
Si sarebbe dovuto ricominciare domani.
Quesito: quante società di pallanuoto sarebbero in grado di effettuare diagnosi e monitoraggio continui a loro spese?

 

24 / 06/ 20