L'orgoglio di essere campioni, la soddisfazione di portare in giro per l'Italia il tricolore. Ci abbiamo messo più di 30 anni per vincere il primo scudetto, ben 18 per bissare quello storico successo. Lo abbiamo desiderato, sognato, voluto, sfiorato per ben otto volte consecutivamente, sbattendo sempre contro un muro che sembrava impossibile da abbattere. Un muro che abbiamo demolito dopo 10 anni di lacrime e sangue.
Ma perché adesso che è nostro il tricolore non c'è sulle calottine dell'An Brescia? Dall'inizio della stagione sono state ben 12 le uscite ufficiali della squadra di Alessandro Bovo: 2 in Coppa Italia, 4 in campionato e 6 in Champions, ma del tricolore nessuna traccia. Lo scudetto è stampato sulle magliette indossate prima della gara, sulle polo e sulle divise sociali, è vero...Ma in acqua?

Anche solamente per una questione psicologica, per ricordare agli avversari che stanno affrontando i campioni in carica, sarebbe importante avere la possibilità di portarlo in vasca. E per i giocatori stessi dell'An, che si sentirebbero forse ulteriormente responsabilizzati.
E poi: vogliamo aggiungere anche l'aspetto del tifo? Se l'Inter quest'anno non indossasse le maglie scudettate come reagirebbero i tifosi? E infine: vogliamo metterci anche la soddisfazione di chi scrive su queste pagine nel poter utilizzare l'espressione «il tricolore cucito sulla calottina». Non che manchino altre espressioni, ma una in più fa sempre comodo. Comprendiamo il sano spirito bresciano che anima la società: il pragmatismo di non dare importanza a particolari che possono sembrare frivoli, la consapevolezza che un risultato è raggiunto ma che bisogna sempre andare oltre senza bearsi troppo.
Comprendiamo tutto, ma il tricolore sulle calottine biancazzurre starebbe comunque davvero bene.
E se lo conosciamo un po', c'è qualcuno che da Lassù sta scalpitando per vederlo.
(1- da BresciaOggi)


 

03 / 11/ 21