Dopo aver perso la corsa a sottosegretario allo sport, Paolo Barelli si sta prodigando in appelli per salvarlo dal tracollo. In special modo chiede aiuti per le società, e per chi ha in gestione le piscine.
Ma è brutta la caduta di stile linguistica che traspare dalle sue affermazioni all’Agenzia AdnKronos: «Gli impianti falliranno e i figli e nipoti dei ministri e parlamentari diventeranno dei ciccioni malaticci».
Orbene è o no un palese caso di body shaming? Forse chi ama lo sport dovrebbe o no prendere le distanze da simili affermazioni? E specie chi è più grande dovrebbe dare l’esempio ai ragazzini?

Quindi la polemica inanellata dal Posillipo sulla partita di sabato con il Telimar. Innanzitutto gli arbitri da un anno sono designati a livello regionale per evitare spostamenti causa covid, e crediamo che ciò sia noto al Posillipo. Poi nel caso la designazione non fosse stata di gradimento ai rossoverdi, avevano avuto tutto il tempo prima della partita (le designazioni escono al mercoledì) di contestarla.
Non entriamo nel merito di quanto accaduto, non ci interessa. Ma è come sempre la forma ed il modo che non solo danno fastidio, ma screditano tutto il movimento. La pallanuoto non è il calcio che fa audience per un rigore concesso o no.

Infine il GUG. Già è strano che l’organo dei giudici di gara dipenda in toto dalla federazione. Ma è ancora più strano che sia proprio la federazione che faccia bypassare le regole etiche che il Gruppo Ufficiali di gara si è autoimposto.
Infatti il Codice Etico al punto 6,3 recita:«Ogni Ufficiale di Gara che abbia un qualsiasi interesse, avente contenuto economico o di altra natura, direttamente oppure indirettamente attraverso familiari o persone con lui conviventi, con altre persone fisiche o persone giuridiche che operano, direttamente o indirettamente, nell’ambito della FIN è tenuto a darne immediata informazione agli organi regionali o nazionali di riferimento».

Dunque per la FIN è del tutto naturale che Roberto Petronilli, presidente del GUG, abbia come socio lavorativo suo figlio Arnaldo, che è diventato anche arbitro internazionale? E che l’azienda di cui Petronilli è contitolare collabori con Alessandro Severo, presidente dell’Associazione Arbitri (non riconosciuta dalla FIN), altro arbitro internazionale ?
Le nostre non sono illazioni inventate: infatti nelle foto in calce tratte dall’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) risulta chiaramente quanto affermiamo. E sono dati pubblici.
E per la FIN va dunque tutto bene? Allora è proprio vero quanto afferma un vecchio proverbio ? Già perché “Fatta la legge, trovato l’inganno”




29 / 03/ 21