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Di seguito la traduzione dell’articolo a firma Graig Lord pubblicato ieri sul magazine “www.stateofswimming.com” in merito alla querelle fra il bureau della LEN e le 28 nazioni europee che ne chiedono le dimissioni.

L’articolo originale al link >>.

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La guerra ai vertici della LEN si è intensificata ieri quando il bureau (con una votazione a maggioranza – 10 contro 6 ) ha votato la sospensione di Portogallo e Croazia durante una riunione burrascosa tenutasi a Kazan, in Russia, in occasione dei campionati europei di nuoto in vasca corta.
La notizia è stata divulgata da  più fonti interne della stessa LEN.
La sospensione è stata imposta per l'uso del logo LEN, su carta intestata di queste federazioni, utilizzata nello scambio avvenuto fra presidenti delle stesse, nella querelle derivata dall’inchiesta a seguito delle accuse di irregolarità finanziarie che hanno portato a un voto di sfiducia nell'attuale bureau e una richiesta di nuove elezioni della leadership il prossimo febbraio.

The Kazan World Championships Pool 2015 – di Patrick B. Kraemer

C'è una profonda ironia nella votazione avvenuta a Kazan. Sospendere un’intera nazione è fatto molto raro e grave per la LEN: ad esempio non ha mai sospeso la Russia durante la crisi di doping nel nuoto, quando nel periodo precedente ai campionati mondiali del 2015 a Kazan, 22 atleti russi di nuoto erano al primo posto nella classifica dei casi di doping dell'epoca.
Ora, i membri del bureau della federazione europea sono sotto pressione: i pubblici ministeri svizzeri hanno iniziato ad ascoltare i testimoni chiave nell'inchiesta sulle accuse finanziarie, e loro hanno votato la sospensione di intere nazioni per l'uso di un logo LEN nella lettera firmata da due funzionari per conto delle 25 federazioni che hanno cercato, con successo, di far tenere alla LEN il congresso straordinario il 5 febbraio del prossimo anno. Lo scopo è quello di mettere alla prova il voto di sfiducia a maggioranza contro l'attuale leadership per il congresso elettivo di fine settembre.

C’è però da attendere un ulteriore passaggio: per essere efficace, la decisione del bureau LEN deve essere approvata dalla FINA, la federazione mondiale, se si volesse impedire agli atleti portoghesi e croati la loro presenza alla competizione ai prossimi campionati mondiali in vasca corta ad Abu Dhabi in programma il mese prossimo.
La decisione odierna in merito alla sospensione delle due nazioni, è stata votata dal bureau della LEN con un giorno di gara rimanente ai campionati europei in vasca corta in corso a Kazan, ma dev’essere ben chiaro che non impedirà a Portogallo e Croazia di completare l’attuale manifestazione prima dell'invio di formali comunicazoni alle federazioni interessate. Il tempo previsto potrebbe essere di una settimana o forse più.
I 10 soggetti che hanno votato a favore della sospensione, contro 6 contrari, sono ai vertici della LEN in quanto membri dell'Ufficio di presidenza e del bureau della “European Swimming League” : ormai hanno intensificato una dura battaglia con 25 federazioni (ma sono almeno 30), tra cui alcune delle migliori nazioni del nuoto, come, per esempio, le nazioni nordiche, la Germania e la Francia. In pratica chiedono che l'attuale leadership si dimetta a seguito dell’inchiesta da parte delle autorità svizzere e italiane, compresi i pubblici ministeri e le commissioni etiche olimpiche.

L’antefatto.

Il bureau della LEN ha cercato di fermare l’azione di un gruppo di nazioni (riunite sotto l’acronimo “Europe 4 All Aquatics”) che hanno chiesto le dimissioni dell'attuale leadership. In una lettera inviata a tutte le federazioni affiliate alla LEN, il gruppo non solo ha esposto la sua posizione ma ha fornito informazioni per l'approvazione di un Congresso straordinario da tenersi il prossimo febbraio. Quella lettera usava il logo LEN.
Ieri a Kazan, i “boss” della LEN hanno deliberato, ma solo con una maggioranza ristretta 10 contro 6, che l'uso del logo non era autorizzato, essendo una "completa violazione del regolamento interno LEN".
Si potrebbe quindi asserire che l'uso del logo LEN in una lettera firmata dal presidente della federazione portoghese Antonio Jose Silva (è anche membro dell'Ufficio di presidenza della FINA), e dal delegato croato Josip Varvodic, si possa interpretare come un goffo errore.
Ma sospendere intere nazioni da’ la netta sensazione di una leadership che sia stata colpita al cuore.
Una fonte ha detto al nostro magazine “SOS”: «Forse si poteva attendere l’applicazione di sanzioni ai firmatari, ma sospendere intere nazioni, con un possibile impatto su atleti innocenti, coinvolti, obtorto collo, nel vivo di una discussione appannaggio soltanto di burocrati, è decisamente troppo pesante».
La lettera LEN (foto in calce) che mette in evidenza il presunto errore dell'European 4 All Aquatics,  è stata inviata ad insaputa dello stesso bureau della LEN da David Sparkes, uno dei dirigenti al centro delle accuse per irregolarità finanziarie.
Il suo coinvolgimento  è stato svelato nel dossier ora al centro delle indagini in Svizzera e in Italia.

L'inchiesta svizzera inizia a ricevere prove sostanziali dai testimoni della crisi europea del nuoto

Non è trapelato alcun commento da chi è coinvolto nell'inchiesta della gendarmeria svizzera, che ha mostrato documenti e altri materiali sequestrati durante una visita alla sede della LEN a Nyon, in Svizzera. Ma alcune fonti al corrente di tale inchiesta, hanno confermato al nostro magazine “SOS” che, dopo il ritardo causato dalla pandemia, i primi testimoni sono stati convocati dai pubblici ministeri svizzeri a cui hanno recentemente reso corpose testimonianze: c’è anche la consapevolezza che alcuni degli interrogatori siano stati condotti alla presenza del presidente della LEN, Paolo Barelli e dei suoi legali rappresentanti.








 
07 / 11/ 21