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VK Crvena Zvezda - AN Brescia 9-13

VK Crvena Zvezda:  Kralj, Tankosic 5, Maksimovic 3, Bursac, Perkovic, Vasic , Bitadze, Ljubenovic 1, Ilic, Popovic, Kovacevic, Radovic, Todorovski.
All. Filipovic
AN Brescia: Del Lungo, C.Presciutti 1, Figlioli 2, Gallo 1, Rizzo 1, Muslim 1, Nora 1, N.Presciutti 1, Bertoli 3, Janovic 1, Vukcevic 1, Morretti.
All. Bovo
Arbitri: Byelyevtsov(UKR), Dervieux(FRA)
Parziali: 1-4, 3-5, 3-4, 2-0

Risultati e classifiche della 12° giornata al link ><

Contro la cenerentola del girone il Brescia festeggia la qualificazione pur non sfoggiando una prestazione maiuscola.
Ci sta, considerando che l’addio di Piero Borelli difficilmente riuscirà ad essere smaltito in poco tempo, così come ci sta scendere in acqua sapendo di essere matematicamente in Final Eight dopo la sconfitta della Dinamo Mosca a Barcellona. E ci sta l’approccio tranquillo data la scarsa pericolosità degli avversari di turno.

Che comunque sanno approfittare delle defaillance avversarie per restare attaccati ala risultato. La squadra è estremamente giovane, con il portiere Kralj ((classe 1990) e Vasic (’93) in movimento a fare da chioccia ad un gruppo che oggi ha dato modo al ventunenne Tankosic di mettersi in mostra con la sua cinquina.
Il Brescia invece gioca come sa nelle prime battute di gioco pur schierando 12 giocatori a referto, è preciso nel giropalla e nelle conclusioni che valgono il 4-1 a fine primo parziale. I padroni di casa vorrebbero far male, la difesa ospite è attenta consentendo ai tiratori di allungare, dopo 13 minuti di gioco il vantaggio si fa pesante (9-3) e da lì in poi il Brescia abbassa un po’ la guardia, concedendo agli avversari qualche gol di troppo.
Il match comunque non diventa avvincente, vive di qualche bella giocata e di conclusioni personali, poca roba per dare spettacolo, così Bertoli, difensore, prova e riesce a mettere un po’ di pepe segnando 3 gol di cui uno da vero centroboa, per la gioia del suo coach che a questo punto saprà come gestire un’eventuale emergenza in quella posizione.
Scorre il cronometro, nulla più per dare risalto alle cronache se non il fatto che quando Bovo chiama qualche schema con decisione, i suoi ragazzi non lo deludono.

Qualificazione in tasca quindi, ma seconda piazza da conservare con i denti visto soprattutto il calendario più ostico che attende i lombardi: tra 10 giorni match verità in casa del Recco, poi a Bucarest per concludere il girone, sperando che il Barceloneta, ad una sola lunghezza, commetta qualche passo falso contro la Stella Rossa o ad Eger.

«Oggi – dichiara il presidente Andrea Malchiodi, in trasferta a fianco della squadra - era importante esprimersi con l’attenzione necessaria a far bottino pieno senza sprechi di energie e senza esporsi a rischi di squalifiche o infortuni: direi che il compito è stato eseguito bene, con una prestazione ordinata e concreta. Tutti hanno giocato con la giusta tranquillità e, considerando i momenti di dolore e commozione da cui veniamo, non era cosa tanto scontata. Bene così, verso la fine c’è stata qualche leggerezza difensiva ma poteva starci. Possiamo considerare il match come un buon allenamento, anche se lo scenario era la Champions e, per di più, in terra serba».

 


Nella foto
Nicholas Presciutti

13 / 04/ 19