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Finita la bagarre pre congressuale della FINA, forse in tanti, troppi, hanno dimenticato che la banda Marculescu & co. a novembre vorrebbe rimettere mano al regolamento della pallanuoto. Grazie sopratutto alla potenza economica della FINA che anzichè pensare a come sviluppare questo sport, pensa solo a come creare problematiche.
A tal proposito, è interessante l'articolo pubblicato oggi sul quotidiano Il Secolo XIX: Claudio Mangini e Italo Vallebella hanno intervistato  gli allenatori delle tre candidate allo scudetto sul campionato che va ad iniziare.
Significative le loro risposte sulle nuove ipotetiche regole che vorrebbe la FINA.

«La fine della pallanuoto è iniziata da quando le Federazioni che gestiscono l’attività internazionale si sono prese l’estate». E' il commento lapidario di "Gu" Baldineti, tecnico della Sport Management: per chi ha iniziato a giocare a pallanuoto in riva al mare non c'è un solo periodo all'anno per giocare: d'estate. «Da anni frequento il campionato maltese in estate - continua Baldineti -. C’è entusiasmo e pubblico, non c’è competizione con altri sport. Qui il campionato finisce il 25 maggio».

Sagace Alessandro Bovo, coach dell'AN Brescia:«Se passano, diventa un'altro sport». Un'idea che ha pervaso tutto l'ambiente che conosce la pallanuoto, non c'è dubbio. Ed in una cosa Sandro Bovo ha ragione da vendere:«Io sono per non cambiare le regole ma per cambiare chi le vuole cambiare ».

Vlado Vujasinovic, allenatore della Pro Recco usa un pò di diplomazia: ma per un guerriero come lui è difficile:«Non sarà la fine della pallanuoto. Ma se passeranno le nuove regole dispiacerà a tutti. Lo sport della pallanuoto è sempre stato questo. Cambieranno questo sport». Cambieranno radicalmente uno sport. Perchè, continua «Finirà pallanuoto 1 e inizierà pallanuoto 2. Non vorrei che poi guardando una partita ci ritrovassimo a dire:era meglio come facevamo prima».

19 / 10/ 17

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