Il congresso tecnico della FINA ha ratificato la "sua" proposta formulata al CIO: roster da 11 alle Olimpiadi.
In pratica il suggerimento che la federazione Internazionale ha formulato a suo tempo al CIO ora trova la benedizione della congresso tecnico della stessa federazione.
Il resto resta tutto com'è, rimandando ad un prossimo incontro, come aveva già anticipato a waterpoloitaly, pochi giorni orsono, Paolo Barelli, presidente della FIN e della LEN. (http://waterpoloitaly.com/conten...)
I tecnici presenti da Rudic, a Kemmeny, a Campagna l'hanno definito un buon compromesso.
In realtà è stata una mossa squisitamente politica: la FINA aspetta il congresso, quello vero, per trovare il nuovo equilibrio interno e quindi tornare poi alla carica sulle regole della pallanuoto.
Una farsa, insomma, a cui solo chi "guarda il dito e non la luna" può credere.
I se ed i ma adesso sono triplicati: Paolo Barelli ha avuto un'arma spuntata da questa decisione, che però potrebbe rivelarsi importante per la sua possibile elezione alla presidenza della federazione.
Julio Maglione, ottuagenario presidente uscente, con i suoi sodali Marculescu e Husain Al Musallam, mente occulta di questo assurdo pasticcio, ha conseguito la classica vittoria di Pirro, in quanto non c'è stato scontro, ma è pronto a sovvertire pareri e consigli facendo passare il cambio di regolamento nel prossimo congresso tecnico.
Mossa che potrebbe rivelarsi la sua "Caporetto": riuscirà a passare sul cadavere dell'Europa?

Nella foto difensori ed affossatori della pallanuoto.
Da sininistra in alto
Sandro Campagna, Cornel Marculescu, Ratko Rudic
seconda riga
Denes Kemmeny, Paolo Barelli, Petar Porobic
terza riga
Gianni Lonzi, Julio Maglione, Husain Al Musallam

 

13 / 07/ 17