I Sindacati dei dipendenti della Federnuoto sono sul piede di guerra: l'emergenza è finita, e così deve anche cessare la cassa integrazione. Lo si legge in una lettera/comunicato unitario di CGIL, CISL, UIL e CISAL indirizzata a Barelli, a Vito Cozzoli, Riccardo Meloni e Giuseppe Troiani, rispettivamente presidente capo del personale e responsabile relazioni sindacali di Sport e Salute:
«Egregio Presidente -si legge nella lettera - pervengono alle scriventi organizzazioni sindacali notizie circa una imminente
ripresa della maggior parte delle attività della Federazione da Lei presieduta
. Una notizia certamente positiva, se producesse effetti anche sulla posizione di quei lavoratori che a tutt’oggi sono ancora in cassa integrazione con una attività lavorativa
ridotta a sole quattro ore settimanali. Ma così sembra proprio non essere, stando almeno agli ordini di servizio emessi dal segretario generale di codesta federazione, di cui siamo stati messi a conoscenza proprio in questi giorni. Per cui oggi, siamo certi comprenderà, ci vediamo costretti a chiederle di chiarire se quanto appreso informalmente dalle scriventi organizzazioni sindacali corrisponde a verità, e fugare così ogni ragionevole dubbio circa l’ormai prossima ripresa delle attività sportive/lavorative della Federazione e il contestuale stop del FIS imposto a suo tempo ai lavoratori suoi dipendenti - malgrado la netta e motivata contrarietà espressa dalle scriventi organizzazioni sindacali -, fin qui già indebitamente privati, oltre che della propria dignità personale e professionale, anche dell’ordinaria retribuzione mensile, con conseguenze drammatiche per i rispettivi bilanci familiari».

Perchè le organizzazioni sindacali chiedono chiarimenti a Barelli? Sembra infatti, da quanto chiedono i sidancati, che sia stata notata negli uffici federali la prsenza di "collaboratori" che eseguono le mansioni degliimpiegati attualmente in cassa integrazione.
«Premesso quanto sopra - continua la lettera -, riteniamo quindi necessario, considerata la delicata fase di riavvio delle attività, che Lei chiarisca anche i tempi, le modalità e i criteri utilizzati per organizzare la fase di rientro dei predetti lavoratori che, ci auguriamo, sia guidato da un metodo condiviso che consenta da un lato, di scongiurare eventuali sconvenienti arbitri e sperequazioni nella scelta del personale da ricollocare nelle proprie postazioni lavorative e, dall’altro, di favorire l’osservanza delle prescrizioni contenute nell’accordo sottoscritto con Sport e salute lo scorso 15 maggio. Giova in ultimo rappresentare che le figure del dipendente e del collaboratore non sono affatto sovrapponibili, e tantomeno interscambiabili, considerato che la seconda deve essere coordinata dalla prima, la quale é titolare della funzione e pertanto risponde del suo operato alla struttura di appartenenza».

Adesso non resta che attendere la risposta di Sport e Salute che deve vigilare sull'operato della Federazione.





 
10 / 06/ 20