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Prima gli annunci di un campionato “convenzionale”, poi il giorno prima del via lo stop. Quindi le ipotesi: una “bolla” in un location oltremodo scomoda, oppure puntare su gironi territoriali.

Oggi call conference dei presidenti, con i vertici federali, ed ancora una novità:« …. formula che prevede una prima fase organizzata attraverso la suddivisione delle 13 squadre iscritte in quattro gironi (tre da tre squadre e uno da quattro) con partite di andate e ritorno – si legge nel comunicato FIN-. Al termine della prima fase le migliori due squadre di ciascun raggruppamento verrebbero ammesse a successivi due gironi, che qualificherebbero ai playoff scudetto, composti da quattro squadre con ulteriori partite di andata e ritorno; mentre le restanti cinque squadre formerebbero il girone dei playout salvezza con partite di andata e ritorno che determinerebbero una classifica con la retrocessione dell'ultima piazzata in serie A2. I playoff si svolgerebbero con semifinali, incrociando le prime e le seconde dei gironi della seconda fase, e finali scudetto e per il terzo posto».  

Traspare, qualsiasi “formula” si analizzi, una grande confusione di idee, i tuttologi pontificano, ignorando una situazione di gravità assoluta. Federnuoto imporrà i tamponi il giorno prima delle gare, le società avranno la capacità economica di sopportare un simile costo? E nel caso ci fossero tre o più contagiati per club?

Radio vasca racconta che il consiglio federale si sarebbe riunito nel week end in via telematica, ed avrebbe apportato una rettifica la bilancio della FIN, portando a “perdite” una cifra elevata (radio vasca parla di circa 4 milioni di euro).
Nessuno però lo dice, la FIN non lo ha comunicato. Ma i 1500 presidenti dei club affiliati ne sono a conoscenza?

 

20 / 10/ 20