Senza dubbio è stata una Final Six interessante, combattuta, di grande appeal. Bravissime tutte le protagoniste, che hanno dato tutto e più di tutto.
Pensiamo cosa sarebbero stati i play off con tre incontri per ogni sfida.
Tutto perfetto, se non ci fosse stato il silenzio assordante con il quale la stampa ha “trattato” la finale scudetto. Oggi sul maggior quotidiano sportivo italiano, fotina, tabellino e dieci righe. D’accordo che lasciarsi trasportare dalla passione è deleterio, ma suvvia, queste ragazze avrebbero meritato qualcosa di più.
Avrebbero meritato una maggior attenzione da parte della carta stampata nazionale, che si ricorda di loro solo quando portano a casa una medaglia da manifestazioni mondiali.

Il problema è comunque a monte: la totale assenza di una politica che coinvolga club e federazione nel vendere un prodotto che attualmente non attira pubblico, media e interessi vari neppure nelle tre partite finali, figuriamoci in tutto lo svolgimento del campionato.
Purtroppo il mondo di cloro non cambierà mai, se non si faranno da parte i soliti “yes men” che imperversano a 360 gradi. Non si può e non si deve esultare sempre e solo per una medaglia, per un titolo, per uno scudetto. Lo meritano in primis queste splendide ragazze, che si sacrificano tutto l'anno per pochi euro, lo meritano quei sempre meno appassionati, che lottano per cercare un canale o una orribile diretta web per seguirle.

Lo merita uno sport, che, seppur relegato in una nicchia sempre più piccola, sta diventando sempre più un (piccolo) prodotto per accaparrarsi delle poltrone.

13 / 05/ 19