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E’ stato un grande pomeriggio, quello dell’11 giugno, per Tony Azevedo, all’Avery Aquatic Center. Dopo l’addio alla nazionale, ecco quello alla pallanuoto.
In cuor suo aveva giocato l'ultima partita dopo aver guidato il suo team, il Sesi, al primo posto nel campionato brasiliano.
L’addio nella piscina dove ha “tirato” i primi palloni, e contro la nazione che lo ha adottato, la Croazia. Unico giocatore di pallanuoto americano ad aver disputato cinque olimpiadi, è sceso in vasca solo nel primo tempo. Poi la standing ovation: una targa ricordo dai suoi due allenatori di Stanford, John Vargas (che è stato anche il suo primo coach ai Giochi Olimpici di Sydney 2000) e Dante Dettamanti.
«Ho voluto chiudere qui – ha dichiarato Azevedo -  dove ho incominciato,
di fronte alla mia gente, davanti alla scuola dove ho incontrato mia moglie, da dove è iniziata la mia carriera».
Per quello che poteva valere, la Croazia ha sconfitto gli USA 8-7, tutto sommato un risultato neppure tanto negativo per gli americani considerando che i croati hanno al collo l’argento olimpico. Un allenamento, fra i tanti, per prepararsi alla  FINA World Super Final di giugno e ai Mondiali FINA di luglio.
«È un esempio di un vero professionista nel nostro sport - ha detto Dejan Udovicic, Ct della nazionale a stelle e strisce -. Quando i giocatori arrivano in nazionale troppo spesso pensano di aver già imparato tutto. Tony era diverso: pronto ad accettare i consigli, ad imparare nuove tattiche. Ci mancherà».
Due le reti messe a segno da Tony, prima di ricevere la targa, poi una coppa in cristallo dalla Stanford University, ed un cappellino con il nr. 8 e le firme di tutti i giocatori della Croazia.
Adesso, appesa la calottina al chiodo, resterà nel mondo della pallanuoto, ma con un altro obiettivo: far nascere un campionato nazionale.
«E’ il punto critico della nostra pallanuoto – conclude Azevedo- per crescere, per avere una nazionale di livello altissimo. Siamo a rischio nelle Olimpiadi e nelle altre competizioni internazionali. Lo sport è amato quando viene visto e poi dopo il college i ragazzi non sanno dove giocare».


Nella foto
un fermo immagine dal filmato della gara

15 / 06/ 17

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