Nel decimo anno dalla fondazione la Roma Nuoto approda in massima serie, dopo averla sfiorata per due stagioni. Una squadra giovane ma ricca di entusiasmo, alla vigilia dell’esordio stagionale in Coppa Italia proprio nella Capitale, il tecnico Roberto Gatto fa il punto della situazione.

Come è andata la preparazione?
Devo dire bene, nonostante ancora non siamo al completo. Tra i vari impegni delle nazionali giovanili alcuni ragazzi sono arrivati solo qualche giorno fa dopo un po’ di meritato riposo, stesso dicasi per i fratelli Camilleri impegnati nel campionato maltese. Steven è appena arrivato, mentre Jordan sta consumando gli ultimi giorni di vacanza matrimoniale. Gli altri ragazzi hanno lavorato molto bene, sono soddisfatto, spero di poter fare belle cose.

E con una punta di diamante come Vjekoslav Paskovic, un gran colpo il vostro. Come è nata questa unione?
Un po’ per caso, ad essere sincero. Devo premettere che a fine della scorsa stagione avevo chiesto alla società di confermare tutta la squadra e aggiungere uno o due elementi al massimo per migliorare ancora, uno in particolare di livello internazionale che faccia da chioccia ai più giovani, inutile comprare giocatori che magari non fanno la differenza, meglio uno ma buono davvero. È ritornato Spione poi stavamo cercando di riportare Setka ma per una serie di situazioni non si è concretizzata l’operazione. Poi un giorno parlando con Sandro Bovo di altri giocatori mi dice che Paskovic era libero: in meno di 72 ore abbiamo chiuso la trattativa e ne sono felicissimo, si sta dimostrando un ragazzo straordinario e alla mano, molto disponibile con tutti.

Oltre lui e pochi altri siete tutti all’esordio, lei compreso, nella massima serie. Come state affrontando il grande salto?
Non ci stiamo assolutamente pensando, spero possa essere la chiave per riuscire a lavorare a mente libera. Certo un po’ di emozione ci sarà, ma dovremo vincerla con l’impegno e l’entusiasmo. Per ora siamo concentrati sulla Coppa Italia, finito questo weekend ci concentreremo sul campionato. È ovvio che il nostro obbiettivo sarà la salvezza, quest’anno la serie A1 sarà micidiale sul fondo, tolte le 4-5 squadre che occuperanno la parte alta della classifica sarà dura per tanti emergere. Speriamo di ben figurare e scongiurare i play out, ma ci faremo trovare pronti ad ogni evenienza.

Venite da una serie di play off promozioni negli ultimi anni. Nel massimo campionato questa formula, così come i play out classici, sembra sia stata messa definitivamente da parte. Lei cosa avrebbe preferito?
Sono per la vecchia formula a prescindere. Ma per un motivo molto semplice, giocarsi tutto in 2-3 giorni significa rischiare che l’infortunio o l’imprevisto mandi all’aria una stagione intera, anche chi ha singhiozzato per tutto l’anno potrebbe avere il colpo di fortuna e sparigliare, sia in testa che in coda,  penalizzerebbe chi ha avuto un cammino più regolare. Anzi, se devo essere sincero, in quest’ottica sono addirittura per la classifica secca (come nel calcio, ndc), il primo vince lo scudetto, l’ultimo retrocede, rispecchia sicuramente in maniera più chiara l’andamento della stagione. Ma mi rendo conto che nella pallanuoto i play off sono indispensabili per lo spettacolo, per richiamare pubblico.

A proposito di pubblico, Roma come risponde alla pallanuoto?
Tutto sommato bene, al Foro Italico al sabato tra le varie categorie si giocano sempre almeno 3-4 partite, la tribuna è sempre piena, vuoi per i tifosi di una squadra, vuoi perché chi ha assistito alla partita precedente si ferma incuriosito a guardare cosa succede dopo. Ma in ogni caso manca ancora quell’organizzazione che consente di attirare il pubblico con la consapevolezza di sapere chi giocherà. Come detto poco fa il pubblico che resta in piscina dopo la partita a cui ha assistito spesso non sa chi giocherà dopo. È necessario un lavoro di comunicazione anche tra società, spero che prima o poi se ne capirà l’importanza.

21 / 09/ 18