La serie A1 maschile 2016-17 si basava su blocchi geografici: 4 società liguri, 4  del Nord Italia, 2 del Centro, 4 del Sud (3 di Napoli). Una ripartizione quasi perfetta, che teneva conto delle regioni "culla", ossia Liguria e Campania, e che distribuiva il resto sull'intero territorio nazionale. Il guaio è che altrettanto equilibrio non c'è stato nella graduatoria finale: primo, come accade dal 2006, il Recco, secondo un club del Nord (Brescia), come accade dal 2009. E il terzo posto della Canottieri è apparso molto casuale, frutto di un calo nella Final Six della Sport Management che in campionato l'aveva staccata. Tra le tante magagne che affliggono il settore che il baricentro sia troppo spostato "in alto" è fonte di preoccupazione. Se si vuole riguadagnare importanza e attenzioni bisogna mobilitare il Meridione, dove ci sono piazze "vergini" da conquistare a ogni costo. Le retrocessioni hanno condannato Quinto e Vis Nova, i play off di A2 sembrano favorire le squadre del Centro-Sud. La Roma è in finale e stando a quanto visto in gara 1 delle semifinali, sabato scorso, potrebbero raggiungerla Florentia, Nuoto Catania e Tgroup Arechi. Imperia e Lavagna dovranno superarsi per recuperare il gap con etnei e salernitani, i gigliati di De Magistris sono avanti ma non tranquilli. Mercoledì 14 giugno avremo il secondo round, eventuale terzo round sabato 17 giugno. ). Il vento che spira da Sud sembra prevalere, tuttavia queste gare che escludono il pareggio (in caso di risultato in equilibrio al 32esimo minuto si procede ai tiri di rigore) spesso e volentieri contraddicono oggi le verità che sembravano immutabili di ieri. Il discorso vale anche per i play out: Chiavari e Frosinone che vi arrivavano da favorite sono alle corde e nel match di rivincita dovranno riscattarsi o...inabissarsi tra gli evviva di Arvalia Roma e Sori, "underdog" che al momento giusto hanno smesso di ululare alla luna. 

 

Nella foto
Mario Grieco, coach dell'Arechi

 

12 / 06/ 17