Probabilmente il buon Franco Di Fulvio, uno dei protagonisti del triplete del Pescara (Coppa Italia 1986, Scudetto e Coppa Campioni 1987) non avrebbe mai immaginato (o forse si ?) che i suoi tre figli si sarebbero avventurati nel pianeta pallanuoto.
Ma sopratutto (qui proprio si accettano scommesse!) sarebbe stato arduo profetizzare lo splendido cammino che il suo terzogenito Francesco avrebbe compiuto, e siamo ancora, tutto sommato, all'inizio. L'enfant prodige della nostra pallanuoto ha tutti i numeri per diventare il leader sia nel Settebello sia per chi, chiamasi Pro Recco, ha fortemente creduto in lui. E non a caso nella recente tournée della nazionale negli USA si è rivelato ancora una volta bomber di razza. «Ho segnato tanto ma solo perchè ho tirato tanti rigori». Lo dice senza arroganza, senza volersi mettere in mostra, con grande umiltà. Ed è qui che le doti del campione si esaltano.

Rigori o no, comunque lei vanta un bel primato: ha segnato in ogni partita in cui ha giocato lo scorso anno. Un'emozione unica o un record di cui vantarsi?
Ne una ne l'altro. Certo mi fa piacere rendermi utile per la squadra. Ma avrei preferito segnare meno e caso mai aver vinto la Champions. Fra virgolette può essere considerata una piccola soddisfazione personale. Ma non parliamo di record.

Ma da dove nasce questa passione, meglio, questo amore per la pallanuoto?
Certamente mio padre ci ha trasmesso un dna “ad hoc”: Andrea, mio fratello più grande, gioca nella Rari Nantes Florentia, Carlo, mio fratello “di mezzo” gioca a Pescara. In ultimo io. Da bambini ci hanno buttato in vasca molto presto, visto che anche mamma era un'appasionata di nuoto. Poi da cosa nasce cosa ed eccoci qui. Diciamo molto contenti per quello che stiamo facendo.

La pallanuoto sta cambiando. Le nuove regole che lei ha sperimentato nella tournèe americana, sembrano agevolare il suo gioco.
Ripeto ho tirato tanti rigori, quindi ho segnato molto. Ma in generale le azioni sono più veloci, quindi c'è un gioco più spettacolare, più dinamico. Credo sia positivo non solo per il pubblico ma anche per noi che giochiamo.

La scelta che è stata fatta sia da FIN che da LEN per applicare queste regole secondo lei è giusta?
Assolutamente si. Si è iniziato in un modo e credo sia giusto concludere nella stessa maniera. Certamente poi a fine stagione avremmo poco tempo con la nazionale per provare e riprovare gli schemi prima dei mondiali. Ma sono convinto che non avremmo problemi. Forse sono stati sbagliati i tempi per far applicare questi cambiamenti.

Oltre alla velocità del gioco, con l'applicazione delle nuove regole si dovrebbero limitare gli scontri fisici. Quali cambiamenti ha avvertito nelle partita con gli USA?
E' un argomento non facile da affrontare. Dipende sempre da come sono interpretate ed applicate. Probabilmente siamo ancora all'inizio ed anche gli arbitri devono capire come adeguarsi. C'è stato chi ha fischiato troppo e chi meno. Certo se una squadra è più statica rispetto ad una più veloce i contatti possono essere maggiori. Ma in generale vedo che ormai di formazioni “statiche” non ce ne sono più tante. Specialmente a livello di nazionali. Si può quasi pensare che il nuoto diventi la parte preponderante nel nostro gioco.

Cosa è cambiato nel Recco con l'arrivo di un mister come Rudic?
Soprattutto le tecniche di allenamento e la loro intensità. Lavoriamo molto. Ma riusciamo anche a dare di più. La preparazione fisica è essenziale nella sua visione di gioco. Certamente è faticoso, ma alla fine ti togli delle belle soddisfazioni. Le ultime vittorie sia in Champions che in campionato nè sono la prova.

Quali risultati si aspetta sia con il suo club che con la nazionale?
La voglia di far bene è tanta. E credo che sia con la mia squadra che con la nazionale potremmo toglierci qualche soddisfazione. Certo come sempre devo ringraziare i miei compagni che mi mettono in condizione di dare il massimo. E se riesco a segnare molto è anche merito loro. Siamo sempre ed in ogni caso un gruppo. E come tale ci comportiamo.



Nelle foto
in alto con Marco Palazzo e giovani fans statunitensi
in basso mentre firma autografi

 

 

 

 

 

 

 

 

07 / 01/ 19