Due medaglie in bella vista e un numero ricorrente. Le medaglie sono quella di bronzo, con i cinque cerchi stampati sopra, di Andrea “Deddy” Fondelli e quella d’oro di campione del mondo 1978 del papà, Massimo “Mamo” Fondelli. Il numero (di calottina) numero è il 5: lo stesso per padre e figlio. Nell’occasione è comparso su palloncini gonfiabili e su una torta meringata con tanto di tricolore. Più che un passaggio di consegne, un rapporto di continuità tra figlio e padre che, essendo tipo di poche parole, dopo la vittoria sul Montenegro nella finalina ha sintetizzato in sei lettere stato d’animo e commozione: «Grazie», via WhatsApp. Per festeggiare la medaglia, festa a casa di Deddy con parenti – fratello, sorella, zio, cugino, e cognato (Sasha Sadovyy) tutti con il marchio d’origine controllata dal mondo della pallanuoto – e amici stretti. Deddy, 22 anni appena, uno dei sette esordienti azzurri ai Giochi nella formazione di Campagna, ha disputato un’Olimpiade più che positiva, di grande determinazione e sacrificio, andando spesso a operare anche da marcatore del centro. Venerdì si replica alla Rosa dei Venti, locale trendy al Porto Antico di Genova gestito proprio da Deddy e parenti, stavolta con adunata di amici. Tutti invitati da papà. Che ha smesso di prendere benevolmente in giro Deddy. Fino a qualche tempo fa il ritornello in famiglia era: «Non hai ancora vinto quello che ho vinto io». Ora sono (almeno) pari: perché un bronzo a cinque cerchi vale oro.

24 / 08/ 16