Croazia – Italia 10-8

Croazia: Bijac, Macan, Fatovic 3, Loncar 2, Jokovic 1, Buljubasic 1, Vukicevic, Buslje 2, Lovre, Vrlic, Setka, Garcia Gadea 1, Marcelic.
All. Mile Smodlaka
Italia: Del Lungo, F. Di Fulvio 2, Molina Rios 1, Figlioli 1, Fondelli, Velotto, Renzuto 1, Gallo 2, N. Presciutti 1, Bodegas, Echenique, Bertoli, Nicosia.
All. Sandro Campagna
Arbitri: Schwartz (ISR), Stavridis (GRE)
Note: uscito per limite di falli nel IV tempo Macan (C), N.Presciutti (I). Espulso per proteste nel IV tempo Garcia Gadea (C). Espulsi per reciproche scorrettezze nel IV tempo Buslje (C) e Fondelli (I). Nel secondo tempo Nicosia (I) sostituisce Del Lungo, che rientra in vasca dall'inizio del terzo tempo. Superiorità num. Croazia 5/12, Italia 5/18. Spettatori 3500 circa.

Barcellona - L’Italia non ce la fa a salire sul podio. Qualche demerito lo ha, a partire dalla tenuta mentale che ha portato a sbavature difensive e fretta al tiro, ma  dopo la mancata assegnazione del gol contro la Spagna che avrebbe potuto cambiare tutto, la beffa arriva da Fatovic, migliore in vasca oggi e 3 gol pesantissimi, che non sarebbe dovuto essere della partita se fosse stato visto scagliare un pugno all’avversario durante la semifinale. Il resto lo fa il palo che nega troppe volte la rete ai nostri, producono tantissime azioni, sono dinamici. È la fretta di concludere di cui sopra che storicamente non è mai foriera di successi.
La Croazia invece fa il suo dovere, gioca come sa, usa il fisico e la bravura dei suoi centri per farsi spazio in attacco innervosendo gli azzurri, sono aggressivi in difesa e pronti a ripartire appena possibile.

L’inizio gara è strano, l’Italia va sotto di due reti pur difendendo bene, Jokovic trova l’angolino impossibile sia con l’uomo in meno che in parità numerica. Poi la beffa dell’altro mancino, Xavi Garcia, buca Del Lungo allo stesso modo in cui era riuscito Figlioli due giorni fa, ma stavolta Stavridis ha l’occhio di lince. Nel mentre, il tiro dopo un bellissimo movimento di Velotto che si allarga con blocco di Bodegas a farlo rientrare si stampa sul palo.
Ma i legni non sono amici degli azzurri, dopo la megaparata di Bijac su Gallo anche Renzuto ed Echenique vengono fermati dai montanti. Non gira l’uomo in più azzurro, bisogna ammetterlo, l’Italia mostra un buon gioco ma sembra avere ancora gli strascichi della semifinale quando subisce il terzo gol di Buljubasic e l’incredibile controfuga di Fatovic allo scadere.
Bisogna reagire il 3/3 croato in superiorità contro lo 0/5 italiano stanno facendo la differenza, Campagna per richiamare i suoi alla concentrazione butta nella mischia Nicosia tra i pali. Arriva subito dopo la contesa l’uno-due di Presciutti e Figlioli, Buslje e Loncar raffreddano l’entusiasmo di lì a poco, serve qualcosa di diverso per sorprendere la Croazia.
Potrebbe essere il giro palla molto veloce a fare la differenza? Il gol di Renzuto dice che la strada sarebbe percorribile ma bisogna registrare la difesa, il secondo gol in controfuga in altrettante occasioni (ancora Fatovic) fa mettere le mani nei capelli al nostro Ct che non le toglie quando inspiegabilmente i suoi non servono Bodegas solo ai 2 metri. Niente ramanzine ma iniezioni di fiducia, il time out di Campagna deve servire a questo, ci vuole l’esperienza dei senatori per vernir fuori da questo momento brutto.
E non si fanno pregare Gallo e Molina, 2 gol a uomini pari possono riaprire la partita, la difesa deve fare il resto per innervosire la Croazia, Bijac dice no ad Echenique sulla seconda sirena ma in sedici minuti può succedere di tutto.

Bisogna ritornare ad essere il Settebello che ha annichilito Ungheria e Russa: certo, il livello dell’avversario è nettamente superiore, ma anche gli azzurri appaiono al di sotto delle loro possibilità, giocare come sanno servirebbe quantomeno ad uscire dalla vasca senza rimpianti a prescindere dal risultato. Le statistiche dicono che la Croazia tira meno ma è più efficace, l’Italia si procura più espulsioni ma non riesce a sfruttarle: è tutta lì la differenza che non consente di ridurre il passivo. Purtroppo l’incantesimo non si spezza, Fatovic beffa ancora il rientrante Del Lungo (palombella) poi Buslje allunga ulteriormente. Bisogna dare di più per ribaltare la partita, potrebbe essere il gol di Di Fulvio a indirizzare sui binari giusti il nostro gioco, ma Schwartz (designazione molto inadeguata per questa partita) inspiegabilmente non concede un sacrosanto rigore a Renzuto consentendo ai biancorossi di addormentare il gioco fino alla penultima sirena.
Tre gol a questo punto sembrano davvero troppi, si potrebbe tentare il miracolo ma cominciano a mancare gli uomini, serve il pallottoliere per tenere il conto delle espulsioni, si aggiunge poi la doppia con sostituzione per Fondelli e Buslje, gli azzurri limitano il passivo con Di Fulvio e Gallo.

Onore alla Croazia meritatamente terza, l’Italia deve imparare a non farsi influenzare dagli eventi negativi e crescere sotto il profilo mentale. Tutto sommato un buon Europeo, confermarsi tra le prime quattro deve essere il nuovo punto di partenza.

 

28 / 07/ 18