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Per sei squadre è passata una notte di ansie a Catania. Oggi scatta la Final Six con i Quarti di finale (entrambe in diretta su Rai Sport +HD):

Ore 16.00
Rapallo PN - NC Milano
Ore 17,30
Plebiscito PD - RN Florentia

Abbiamo rivolto tre domande ai sei allenatori:

1) Quante possibilità ha la sua squadra di aggiudicarsi lo scudetto? E quante ne hanno le altre protagoniste della Final_Six?

2) Rispetto a 35 anni fa, dal lontano 1985 quando ad aggiudicarsi il primo scudetto fu il Volturno, quanto è cambiata la pallanuoto femminile.   

3) Questo sarà l'ultimo scudetto assegnato con le regole vigenti. La pallanuoto femminile cambierà in meglio o in peggio con l'avvento delle nuove regole?

Hanno risposto così

Martina Miceli – Orizzonte Catania

1) Direi un 25 per cento per le prime quattro. Poi Florentia e Milano possono fare la partita secca, dove può succedere di tutto. Ma credo che le prime quattro siano un piccolo gradino più avanti.
2) Dall’85 al ‘95 è cambiata tantissimo. L’ho vissuta sulla mia pelle perché ho iniziato proprio in quegli anni a giocare. Era un’altra pallanuoto: oggi le atlete sono più forti, fisicamente e tecnicamente. Ai miei tempi non c’era nessuno che aveva un tiro come per esempio Roberta Bianconi. La pallanuoto era più tattica,mentre oggi è più fisica, più veloce.
3) Qualche novità mi piace molto. Battere il pallone senza più fare l’uno due velocizzerà il gioco. Mi piace molto anche la regola che assegna il rigore se hai o non hai la palla in mano e sei in una chiara azione d’attacco. La speranza è che venga interpretata nel modo giusto: fermare l’attaccante da dietro in chiara azione da gol è’ un concetto del passato che mi piace molto. Un semplice contatto nei sei metri non ha senso e mi auguro che non venga interpretata in questo modo. Trovo invece che sia poco simpatico per un tecnico aver solo due time out a disposizione. Poi le altre sono novità che inficiano poco il gioco. Basti pensare il cambio volante: quante piscine in Italia hanno la corsia laterale?

Marco Capanna – Sis Roma

1) Abbiamo l’uno per cento di possibilità di riuscita. Almeno in partenza. Gli altri punti, se saremo capaci dovremo andarceli a prendere partita dopo partita. Le altre? Hanno le nostre identiche percentuali di successo. Competizioni come queste non consentono di fare calcoli. Si va in acqua e si gioca. Uno degli aspetti che mi piace però evidenziare è l’elevato tasso tecnico di chi è arrivato sin qui: squadre che hanno tutte particolari e marcate caratteristiche.
2) Avevo 4 anni quando il Volturno si cuciva addosso il primo scudetto. Erano momenti epici per la pallanuoto femminile soggetta ad una continua evoluzione. Un’evoluzione che ha portato indubbi benefici alla disciplina. Non tutto è arrivato però per caso. Una squadra come la nostra, ad esempio, per arrivare dove è arrivata, si allena 11 volte alla settimana a prepara le sfide del sabato in maniera del tutto diversa dal passato, costruendo, preparando quasi scientificamente ogni  impegno avvalendosi anche di ausili tecnici come la videoanalisi che solo qualche anno fa era un’autentica stranezza.
3) Se le regole apporteranno benefici è presto per dirlo. Di certo io sono uno favorevole ai cambiamenti e quindi propendo per dire che la pallanuoto tenderà al meglio. Le novità mi incuriosiscono e mi stimolano. Ci vorrà pazienza e molto spirito di adattamento e anche pazienza nel giudicare, ma sapremo di certo adattarci.

Luca Antonucci – Rapallo Pallanuoto

1) Credo che qualcosa in più come squadra l’abbia l’Orizzonte che oltretutto gioca in casa. Poi come valore assoluto il Padova, il mio Rrapallo e la Roma. Ma ricordiamoci che sono partite secche e quindi tutto può essere sovvertito.
2) Tantissimo, dal punto di vista tecnico, dalla preparazione fisica delle ragazze, dalla velocità che hanno, dalla tipologia di gioco. Credo che oggi la pallanuoto femminile si sia avvicinata molto a quella maschile. Direi in generale un grosso cambiamento in positivo.
3) Tutto sommato penso che cambierà in meglio. Certamente ci sono alcune regole che non mi soddisfano in pieno, come quella del rigore perché non tanto avere o no la palla in mano ma sopratutto come verrà interpretata dagli arbitri. Sono invece assolutamente contrario alla riduzione dei time out. Il resto possiamo considerarlo un’evoluzione, che dovrebbe portare ad un gioco più veloce.

Stefano Posterivo – Plebiscito Padova

1) Darei alla mia squadra il 25 per cento di possibilità di arrivare sino in fondo.  E darei la stessa valutazione anche alle altre tre squadre che riusciranno ad approdare alle semifinali.  In questo lotto propendo tuttavia per assegnare un qualcosa in più all’Orizzonte Catania che per quello che ha fatto vedere ultimamente e potendo far leva sul fattore campo, ha sicuramente qualche chance in più delle altre.
2) Rispetto a 35 anni fa la pallanuoto femminile è cambiata totalmente sotto ogni punto di vista. Sono aumentate la fisicità, la velocità, la tecnica, le modalità di preparazione. Cambiamenti che hanno trasformato, a mio avviso in meglio, la pallanuoto femminile.
3) Le nuove regole? Sono curioso di poterne misurare l’applicazione. Sono scettico su un paio di loro e sulle implicazioni che comporteranno le decisioni arbitrali. La pallanuoto femminile non è uguale a quella maschile. La lotta per la conquista della posizione si volge in maniera completamente differente. Il contatto a volte è accentuato e di questo bisognerà tenere conto. Così come di un paio di altre regole su cui nutro ancora qualche dubbio.

Andrea Sellaroli – RN Florentia

1) Non lo abbiamo messo in preventivo, ma strada facendo magari potremmo farci un pensierino. Scherzi a parte, siamo ancora lontani dal mirare così in alto. Comunque ci stiamo attrezzando. In ottica scudetto i favori del pronostico sono tutti per l’Orizzonte Catania, ma il Padova non parte spacciato. Roma e Rapallo potrebbero essere le autentiche sorprese di questa Final-Six.
2) I tempi sono cambiati. Sono arrivati i primi investimenti e la pallanuoto ha avuto la sua evoluzione. C’è stato un periodo in cui le economie erano tali da consentire alle società di A1, grazie anche alle regole che lo permettevano, di tesserare anche tre straniere. Ora siamo in fase di stagnazione. Le prime tengono botta, dietro di loro c’è poco. Io consiglio una sola strada: quella dei vivai.
3) Ho avuto modo di valutarne cause ed effetti in occasione di recenti tornei. Non sono rimasto completamente attratto. Qualche nuova norma mi trova assai scettico. Ci vorrà tempo e una mano potrebbe darla qualche correzione in corso d’opera.

Leonardo Binchi – NC Milano

1) La maggior pretendente è sicuramente l’Orizzonte Catania, è una grande squadra e gioca in casa. Poi credo che giocando tutte partite secche un po' di percentuale l’abbiano tutte e sei. Anche se noi credo arriveremo sesti.

2) Il livello è cresciuto molto,  la prova è che tante nazioni si sono avvicinate a questo sport. Unico problema è la fatica che si fa nelle giovanili: è difficile trovare bambine che provino a giocare. Per il resto la pallanuoto femminile si è evoluta molto, fisicamente, tatticamente e tecnicamente. Le finali di grandi manifestazioni internazionali sono partite di altissimo livello, belle da vedersi.

3) Ho visto le finali di Europa Cup. Tutti gli attori si dovranno adattare, giocatori, arbitri ed allenatori. Ho visto partite arbitrate secondo i nuovi criteri, altre no. Ripeto: appena tutti ci saremmo allineati la pallanuoto cambierà, con maggiori occasioni da gol e più velocità. Sopratutto ci dovremmo adattare a non attaccare il giocatore che punta alla porta, palla in mano o no, perché perché espulsioni e rigori cadranno a pioggia.

 

10 / 05/ 19