Pro Recco – Jug Dubrovnik 9-8

Pro Recco:Tempesti, Di Fulvio 2, Mandic, Alesiani, Molina 1, Bodegas 1, Ivovic, Echenique 1, Figari 1, Filipovic 3 (1R), Aicardi, Gitto, Volarevic.
All. Vladimir Vujasinovic
Jug Dubrovnik: Bijac, Macan, Fatovic 2, Loncar, Jokovic 1, Garcia Gadea 1, Ivankovic 1, Rasovic 1, Renzuto 1, Zuvela, Benic 1, Lozina, Jarak.
All. Vjekoslav Kobescak
Arbitri: Alexandrescu (ROU), Naumov (RUS).
Parziali: 3-2, 1-1, 2-2, 3-3
Note: usciti per limite di falli nel IV tempo Figari (R), Mandic (R), Bodegas (R), Fatovic (J). Espulsi per reeciproche scorrettezze nel III tempo Loncar (J), Gitto (R). Ammoniti per proteste nel III tempo Kobescak (all. Jug), nel IV Vujasinovic (all. Recco). Superiorità num. Recco 2/9, Jug 2/14. Spettatori 2000 circa.

Genova – «Sarà la finale che avrei voluto, credo la più giusta fra le due squadre che hanno meritato di più durante l’inverno. Sapevo che saremmo stati più scarichi rispetto a ieri dove la tensione era enorme. Così è stato». È raggiante Maurizio Felugo al termine di questa gran semifinale fra Recco e Jug, due grandi squadre senza dubbio. Ha vinto chi ha saputo sfruttare di più gli episodi favorevoli. Ma a chi ha perso va l’onore delle armi. La Pro vince 9-8, dopo aver condotto la gara per oltre due tempi, essere andata sotto, senza mai smarrire la meta prefissata: la finale.
Pronti, via, Figari porta subito in vantaggio il Recco. Due azioni per parte, poi Renzuto fulmina Tempesti dai cinque metri. Serpeggia un po’ di nervosismo, la posta in palio è alta: la coppia arbitrale non esita a fischiare e le espulsioni si susseguono. E sia da una parte che dall’altra gli errori non si contano. Filipovic rompe l’equilibrio, imitato poi da Bodegas. E ad un secondo dalla prima sirena Rasovic accorcia.
Nel secondo tempo inizia la sfida Bijac – Tempesti. Le parate dei due si susseguono scaldando i quasi duemila presenti, Tempesti per ben due volte è salvato dalla traversa e dal palo mentre Di Fulvio allunga dalla distanza, ma Benic in superiorità riporta i croati a -1. Sul 4-3 termina la seconda frazione. Bella partita, soprattutto bello il duello a distanza fra i due portieri.
Musica diversa nel terzo tempo. Gli animi si surriscaldano: Loncar e Gitto vengono espulsi definitivamente, lo Jug pareggia con Garcia e sorpassa con Fatovic. Il “Chalo” dopo un’azione rocambolesca in superiorità fulmina l'estremo croato, poi nell’azione successiva controfuga da manuale di Di Fulvio, che su lancio di Tempesti s’invola verso la porta avversaria e regala nuovamente il vantaggio ai biancocelesti. Recco adesso più convinto, Jug senza centro titolare (Loncar) in difficoltà. Due grandi squadre, ma stanche: infatti l’ultima frazione si gioca più sui nervi che sulla forza fisica.  Molina va in rete, il Recco perde per limite di falli Figari, Mandic e Bodegas. Maro Jokovic, ex biancoceleste, accorcia, poi in azione classica di contropiede Filipovic è implacabile con Bijac.
Non finisce qui. Fatovic, in superiorità sigla l'ennesimo -1, ancora l’oro olimpico Filipovic raddoppia il vantaggio su penalty per fallo commesso da Benic. Tempesti chiude la porta rechelina da par suo, la vasca è una bolgia dal gran tifo. Ultimo minuto Jug in avanti, ma perde palla.  il Recco viene fermato sulla ripartenza a metà vasca dal fischio degli arbitri per il cambio palla. Lo Jug va in rete con Ivankovic e spera nei restanti 27 secondi, il Recco ha la palla in mano e la gestisce fino alla sirena. «Abbiamo alzato il ritmo gara rispetto alla partita con il Brescia – dichiara a fine partita Vujasinovic -. Ma non ci dobbiamo fermare qui. C’è da aumentare ancora il nostro rendimento perché l’Olympiakos è una grande squadra. Siamo tornati in finale di Champions, e lo dobbiamo per i nostri tifosi che hanno riempito la piscina».
Domani, contro gli ellenici, vincerà chi avrà più nervi, oltre che energie.

 

08 / 06/ 18

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