Controfuga Web sta avendo un grande merito: quello di scoprire fatti e misfatti che aleggiano sul mondo della waterpolo nostrana. Ieri sera fra gli ospiti Giuseppe Marotta, consigliere federale, onnipresente quando si parla di pallanuoto, sia alle riunioni dei presidenti che al seguito delle nazionali.
Visibilmente in difficoltà, allorchè sono stati posti alcuni quesiti, dal fantomatico “scambio di titoli” per le società che non vorrebbero partecipare al campionato di serie A1, al problema televisione o streaming per le partite di campionato.

Certamente sbandierare le medaglie d’oro vinte alle Olimpiadi dalla Fin è sempre di grande effetto. Ma Marotta dimentica un fatto fondamentale: gli atleti che partecipano alle Olimpiadi chi li prepara? La FIN o le società?

Per quanto riguarda il “passamano” dei titoli per disputare A1 o A2 è semplicemente vergognoso che una federazione si erga a giudice di tale operazione. Ci sono società che non vogliono partecipare alla A1? Bene si ridurranno il numero delle squadre. Finito il film. I titoli non si comprano né si vendono. Anche perché si genera un mercato indecoroso dove qualcuno guadagna alle spalle degli atleti che non percepiscono un becco di un quattrino.

Altro argomento in cui la Federazione ha educatamente glissato riguarda i contratti fra società e giocatori: perché non vengono depositati e la stessa FIN si fa garante affinché vengano rispettati? E non accampi alibi: nel calcio dilettantistico di Serie D ciò avviene. Nella pallanuoto “semiprofessionistica” di A1 no, anche perchè sono troppo elevati gli ingaggi che girano sotto forma di rimborso spese. Forse l’intento è difendere chi vuole barare?

Problema Lega: è chiaro che Paolo Barelli non ne voglia sentire parlare. Massimo Fondelli, presidente dell’ultimo ennesimo tentativo di aggregazione fra società lo ha detto chiaramente: la Lega non era tollerata dai vertici federali. Quindi come si dice a Roma, il pesce puzza sempre dalla testa?

Infine l’argomento più scabroso: la televisione. Giuseppe Spalenza, ex dirigente di Brescia e Recco, ex dirigente calcistico racconta di aver presentato a Paolo Barelli il progetto in chiaro dell’emittente SportItalia. Centoquaranta mila euro a stagione per avere una partita in diretta (scelta non dai soliti “amici degli amici” ma per interesse agonistico) possibilmente trasmessa il venerdì sera, quando non ci sono altri avvenimenti sportivi concomitanti, ed una trasmissione settimanale di 30 minuti dedicata alla pallanuoto. Quanto spende la FIN spende per uno streaming che dire faccia pena è poco?

Che risposte ha dato Giuseppe Marotta a queste domande? Lasciamo dedurre ciò ai lettori.
Unica certezza: Marotta ci ha messo la faccia. Mentre il presidente federale, Paolo Barelli,  preferisce non proferire verbo.


 

28 / 05/ 20