FTC Budapest – Pro Recco 7-13

FTC Budapest: Vogel, Sedlmayer 1, Kallay 1, Pohl, Vamos 1, Nemet, Nikic, Jaksic, Younger 1, Den.Varga 1, Jansik 2, Gor-Nagy, Gardonyi.
All. Zolt Varga
Pro Recco: Bijac, Di Fulvio, Mandic 2, Bukic, Renzuto, Velotto 1, Dobud 2, Echenique 1, Figari 1, Filipovic 2, Ivovic 2, Kayes 2, Massaro.
All. Ratko Rudic
Arbitri: Stavridis(GRE), Voevodin(RUS)  
Parziali: 4-4, 1-5, 0-1, 2-3
Note: nel II tempo Vogel(F) para tiro di rigore a Filipovic, nel IV Bijac para tiro di rigore a Denes Varga

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Spaventoso!
Non si può trovare un altro termine per definire un team che si presenta in casa della vincitrice delle ultime due Euro Cup (e candidata almeno ad una semifinale di Champions ad Hannover), va sotto di tre gol in meno di cinque minuti ad inizio match per poi trovarsi avanti di ben 5 reti, il doppio degli avversari, a fine terzo parziale.

È la sintesi in due parole di Ferencvaros-Pro Recco, una gara dove agli ungheresi vengono lasciate solo le briciole e la soddisfazione di aver giocato poco più di metà prima frazione a buon livello, ma, a questo punto è lecito pensare, solo perché il team di Rudic non ha voluto spingere dal primo momento.
Dopo le reti di Denes Varga e Velotto la Budapest accorsa in piscina ha creduto di aver rotto il dominio ligure nel girone, Sedlmayer, Younger e Kallay riempiono i cuori dei presenti in vasca.
Il coach croato non perde la calma, basta uno sguardo ed un paio di parole per dare la sveglia ai suoi: alla prima sirena sono già pari, 4-4 con tre reti di fila dei liguri e il primo gol del croato Dobud, alla prima uscita ufficiale dopo la lunga squalifica che, evidentemente, non ha scalfito la determinazione e la classe.
Reset e tutto da rifare per il Ferencvaros, ma il Recco non è per niente d’accordo, ritorna in vasca come se pausa non ci fosse stata segnando altre 4 volte di fila. Il tutto condito da oltre 10 minuti di sterilità totale dell’attacco di casa, che ci prova in tutti i modi ma la difesa sembra quella di un videogame, perfetta e millimetrica nei movimenti a proteggere Bijac.
Zsolt Varga in panchina non sa più cosa inventarsi per scardinare il muro recchelino, Vamos rompe il digiuno ma sono briciole rispetto al doppiaggio (10-5) di Echenique nella terza frazione che risulta essere la più tattica da parte degli ospiti che hanno tutta la tranquillità per rifiatare gestendo ogni pallone sia in attacco che in difesa, per poi allungare ancora fino al +6 finale.
Parlando di attacco, non si possono non spendere due parole speciali per il ritorno in vasca di Dobud, autore di due reti e di una gara che tutto lascia trapelare tranne un lungo stop: lotta come un leone ai due metri siglando due reti, la seconda in particolare di potenza e classe, gestisce alla grande l’ultimo passaggio ai compagni, quasi a conoscerli da sempre, così come l’approccio con le nuove regole, cancellando 4 anni davvero amari. Applausi ovviamente per chi ha creduto in lui oltre che per il croato, chiamato ora al compito di confermarsi.

«Era un test molto importante per noi – commenta mister Rudic – perché era la prima partita dopo un lungo periodo in cui i giocatori erano stati lontani dal club per impegni con le rispettive nazionali. Ero curioso di vedere il comportamento della squadra e all’inizio devo ammettere che abbiamo avuto parecchi problemi in fase difensiva. Poi siamo cresciuti, sia dietro che in avanti, e la partita ha preso un’altra piega. Sono soddisfatto del rientro di Dobud, ha giocato molto bene e sono davvero felice per lui».

Ferencvaros annichilito quindi, nonostante la qualificazione alla Final Eight fosse già in tasca il Recco non fa sconti, non è nella mentalità del suo coach: lui vuole vincere e basta.

 

13 / 04/ 19