E’ record! 73 partite di file vinte. Unica squadra in Italia. Al timone “uno” che con la calottina biancoceleste e non solo ha vinto tanto.Maurizio Felugo.
Da giocatore, cresciuto nelle giovanili del Chiavari, va a Savona, poi passa al Posillipo, quindi chiude alla grande nella Pro Recco. Ne diventa prima direttore generale, poi presidente.

Ma questo record, francamente, cosa rappresenta nella “vita” sportiva di chi ha lottato per ogni vittoria, per ogni titolo, per ogni medaglia?
«Qualcosa di diverso. Festeggiare un primato che non sia una competizione, senza una vittoria in palio, ma sapere che sei in cima ad una striscia di risultati vincenti, conquistati con tanti compagni di viaggio, in vesti diverse, credo rappresenti un grande stimolo per il futuro. Il lavoro, alla fine paga».

La pallanuoto. A gran voce è uno sport di nicchia. Ma oggi ha il record di vittorie consecutive. Un anacronismo. Come se lo spiega?
«Semplice: siamo uno sport dove è più facile lamentarsi e mugugnare invece di tirare fuori le qualità che ogni club, ogni circolo, ogni città ha. Smettiamola. Mettiamo tutti la testa sott’acqua e lavoriamo per valorizzare la pallanuoto. Dai dirigenti dei club a tutti gli altri. I risultati arrivano se si vogliono far arrivare. E gli esempi ci sono: guardiamo la Roma in A2. La scorsa stagione ha mancato per un soffio la promozione. Una batosta? Neppure a dirlo. Fiorillo & c. si sono rimboccati le maniche, ed ogni settimana offrono spettacolo, in piscina, sui social, fanno filmati, muovono i media. Un lavoro straordinario E’ una tendenza tutta italiana quella di piangersi addosso. All’estero si muovono, vedi in Ungheria, vedi in Croazia. Oggi a Siracusa c’erano oltre 500 persone in piscina. Come hanno preparato una partita che per l’Ortigia era vitale? Alla grande. La pallanuoto è uno sport che se lo vedi in un certo modo è spettacolare. Dobbiamo muoverci. Oggi la situazione dei club è drammatica: le vasche sono vuote ma il pubblico non piove dal cielo. Bisogna portarcelo».

Cosa bisogna fare? Napoli è una delle patrie della pallanuoto: possibile che non ci siano più tifosi e la Scandone è sempre semivuota?
«Quando il Posillipo giocava a Casoria faceva sempre il pieno. Ci sarà un motivo. Ma ripeto: non costa usare i social, non costa fare movimenti di opinione. E poi i siti delle società sono aggiornati? E’ l’unica via d’uscita da una situazione di empasse che ci sta affondando. Dobbiamo lavorare tutti sulla comunicazione».

 

 

22 / 04/ 17