«La pallanuoto di oggi è un mix di forza e velocità. Non siamo tanto diversi dagli altri sport, in primis il calcio. Però basta impegni ravvicinati. Sono troppo dispendiosi».
Maurizio Felugo saluta da presidente il primo trofeo stagionale della Pro Recco (la Coppa Italia) e racconta come vorrebbe la pallanuoto italiana nel futuro.
Prima di tutto, però, il recente passato. Con una riflessione numerica sulle ultime due finali (scudetto 2017 e Coppa Italia dell'altro giorno) tra Pro Recco e Brescia. II conto totale delle superiorità dice 32-15 per i lombardi.
Qualcuno in casa biancoceleste i conti li ha fatti. Ed è rimasto sorpreso: «Con simili numeri - dice il presidente - si può vincere solo grazie a una super difesa a uomo in meno. Ci siamo riusciti anche se non è facile».

Falli ed espulsioni vanno di pari passo. Così come il gioco troppo fisico di cui si è parlato anche a Bari. E anche Felugo si schiera a favore del ritorno a regole di un po' di anni fa: «Basta alzo e tiro dai cinque metri, così si finisce per giocare praticamente con quattro centroboa: uno effettivo e altri tre molto vicini a lui - spiega il presidente - se si riportasse il limite massimo a sette metri sarebbe molto diverso. Verrebbe premiata la qualità».

Poi una considerazione sul presente: «Sandro Campagna al meeting di Ostia con gli allenatori ha fatto una fantastica analisi della Croazia - racconta Felugo - loro sono un mix di forza fsica e velocità. Che piaccia o no la pallanuoto è questa oggi. Ma tutti gli sport, anche il calcio, vanno verso questa direzione».
Gli allenamenti sono sempre più mirati verso questo tipo di gioco: «Da noi ci sono atleti di 2 metri per oltre 100 chili che si allenano anche sette ore al giorno. Forse è per questo che ho smesso presto...».
Battute a parte, rendere il gioco più brillante si può.

Christian Presciutti a Bari ha parlato di «gioco troppo fisico». E Felugo risponde al bresciano tutelando i giocatori: «Presciutti è un giocatore straordinario che non molla mai, era molto stanco dopo due gare tirate in 24 ore. Come si può chiedere ad atleti anche molto allenati simili sacrifici? Sono sicuro che Presciutti ha detto quelle parole perché era stanchissimo». II problema si potrebbe riproporre con la Final Six scudetto.
«Per questo dobbiamo tornare ai playoff -incalza Felugo- oggi il campionato italiano ha tre squadre di altissimo livello. Ne gioverebbero gli arbitri, i tifosi e il movimento. Basta dire che in una gara sola il Recco può perdere. Qui conta il bene della pallanuoto». (1-da Il Secolo XIX)

 

06 / 03/ 18