«La decisione di smettere è stata un fulmine a ciel sereno anche per me. A questo punto della mia vita, però, non potevo non cogliere un'opportunità lavorativa come quella che mi è capitata».
L'addio alla Rari e alla pallanuoto di Federico Piombo è qualcosa che va al di là di un fatto puramente sportivo. Oltre ad uno dei difensori più forti mai creati dal vivaio biancorosso - aspetto che rivoluzionerà anche i piani del tecnico Alberto Angelini nel prosieguo del campionato di A1 a partire dalla trasferta di venerdì a Salerno - il sodalizio di corso Colombo perde un atleta di eccezionale caratura anche dal punto di vista umano.
Sono poche le persone che, come il classe '98, sanno infatti rendere anche nella vita di tutti i giorni le proprie peculiarità in ambito agonistico quali correttezza, indomita generosità, lealtà e limpidezza.

«Sono stato male prima di prendere la mia decisione - prosegue - quando mi è arrivata l'offerta di diventare rappresentante di uno dei più grandi marchi di ferramenta, sono stato, da una parte, molto felice. Dall'altra, invece, è stato uno choc. Ci ho pensato su per diversi giorni prima di stabilire cosa fare e parlarne ad allenatore, compagni di squadra e società. Ora che ho preso la mia decisione cercherò di vivere al meglio la nuova vita che mi si è aperta davanti. Era un'occasione che ho dovuto prendere al volo».

L'esperienza in vasca accompagnerà di sicuro quella lavorativa che l'ex mastino della difesa biancorossa andrà a vivere nel mondo del lavoro. Piombo, nel corso degli anni, è stato capace di dimostrare una determinazione unica. Come quando, un po' di anni fa e all'inizio della stagione in corso, a causa di un problema alle extrasistole, ha dovuto interrompere l'attività per poi tornare ogni volta più forte di prima. Avvenne così anche nel 2016 quando, con la Nazionale giovanile, diventò vice campione d'Europa Under 19 arrivando pure a partecipare, nello stesso anno, ai Mondiali Under 18 in cui giunse quarto. Il tutto diventando uno dei difensori più forti della massima serie, in cui ha esordito ancora adolescente sotto le cure dello stesso Angelini. L'allenatore biancorosso - che negli ultimi anni lo ha anche portato a giocare in posizioni differenti per ampliarne ulteriormente il bagaglio tecnico - occupa un posto importante nella maturazione di Piombo.

«Non è stato facile decidere anche per il rapporto che c'è con Alberto - conclude Federico Piombo - con lui ho trascorso sette stagioni e sette anni della mia vita in cui mi ha visto e aiutato a crescere oltre che a maturare come atleta e come uomo. Devo tanto a lui, alla società Rari Nantes e ai miei compagni di squadra. Un gruppo di ragazzi eccezionali prima ancora di essere dei campioni». (1-da Il Secolo XIX)



 

24 / 03/ 21