Italia - Serbia 10-9

Italia: Del Lungo, Di Fulvio 1, Molina 1, Figlioli 3, Fondelli, Velotto, Renzuto, Echenique 1, Presciutti 1, Bodegas 3, Dolce, Bertoli, Nicosia.
All. Sandro Campagna
Serbia: B. Mitrovic, Mandic 3(1R), Tomic, Drasovic, Cuk 1, D.Pijetlovic 1, Lazic 1, Aleksic, Jaksic 1, Filipovic 1, Subotic, S.Rasovic 1, G.Pijetlovic.
All. Dejan Savic
Arbitri: Gomez (ESP), Szekely (HUN)
Parziali: 1-3, 3-3, 4-2, 2-1
Note: usciti per limite di falli nel IV tempo Bertoli(I), Bodegas(I), Presciutti(I), Cuk(S). Ammonito il ct Sandro Campagna per proteste. Superiorità num. Italia 4/11, Serbia 5/17. Spettatori 500 circa.

Rijeka - È bronzo colorato d'azzurro nella prima edizione dell’Europa Cup. Entusiasmante soprattutto dopo aver vissuto il tracollo della prima giornata contro la Spagna. Avvincente perché il nostro sette è tornato bello già dopo 24 ore come se niente fosse successo. Appassionante perché nella gara odierna è andato sotto di 4 gol nei primi 10 minuti ma non si è fatto prendere dallo sconforto e dall’ansia di dover recuperare la gara.

Si fa subito in salita infatti per gli azzurri, a Pijetlovic risponde Figlioli, poi il break di Mandic (rigore e uomo in più) chiudono il primo parziale sul doppio vantaggio per la Serbia.
che è una squadra pimpante, sembra non sentire la fatica del derby dell’Adriatico contro la Croazia di ieri, nuoto fluido e determinazione sia in attacco che in difesa.
Gli azzurri provano a fare il loro gioco ma si fa viva qualche imprecisione di troppo nelle chiusure (vedi l’azione del rigore) e nelle conclusioni, poi soffrono la pressione degli avversari che allungano sul 5-1 quando Campagna striglia i suoi con il fuoco negli occhi. Che da immediatamente i suoi frutti, l’Italia si sveglia dal torpore e infila un parziale di 3-0 riaccendendo la partita mentre Savic diventa una furia. Ma i nostri sono diventati più quadrati davanti a Del Lungo, concedono meno nei duelli (incredibile Molina, onnipresente) dimezzando il passivo a metà gara. Di più, lo spagnolo di nascita imita il migliore dei centroboa infinocchiando la difesa balcanica nella prima azione del terzo tempo, una sorta di apripista per Presciutti che agguanta il pari nell’azione successiva. La Serbia sembra tramortita, lo sforzo dei nostri paga e arriva addirittura il vantaggio di Echenique con la complicità involontaria di Subotic a spiazzare Mitrovic.
È un’altra partita, l’uomo in meno gira a meraviglia, i campioni olimpici sono sempre più nervosi consentendo anche un recupero mentale ai nostri dopo lo sforzo fatto per riacciuffare il risultato. A questo si aggiunge Del Lungo trasformatosi in saracinesca davanti alla porta e un pizzico di fortuna che consente a Bodegas di ribattere in rete un tiro di Renzuto: il doppio vantaggio, inimmaginabile solo un quarto d'ora prima, è servito, oltre che ampiamente meritato.
C’è tenuta mentale ora, il pari raggiunto in un minuto da Lazic e Flipovic non scalfisce la determinazione dei ragazzi di Campagna, si riportano avanti ancora con Bodegas, strepitoso durante tutta la manifestazione, e poi con Figlioli (che botta!) prima che Rasovic fissi il risultato sul 10-9. Gli ultimi 2 minuti e passa sono perfettamente gestiti dal Settebello, inducendo all’errore gli avversari in fase di tiro dopo un’attenta difesa sulla loro manovra nonostante abbiano perso Bertoli, Bodegas e Presciutti per limite di falli.

Per dirla come il CT, non eravamo dei brocchi giovedì sera, non siamo fenomeni oggi, ma sicuramente il gradino più alto del podio potevamo tranquillamente giocarcelo.

Nella foto di Giorgio Scala
Il Settebello sul podio

08 / 04/ 18