Ha raccontato per ventidue anni le pagine più belle della nostra pallanuoto, prima di accettare la dirigenza. Oggi, in vacanza, davanti alla tv, ha sofferto come tanti altri italiani. «Più che sofferto, mi sono rassegnato subito». Fabrizio Failla, giornalista della Rai, conosce bene il mondo della pallanuoto. Ha vissuto in diretta olimpiadi, mondiali, europei, finali di campionato e così via.
«Ma una perfezione come quella americana di questa sera lascia attoniti»
Poche speranze già prima di iniziare quindi per il Setterosa?
«Non ha giocato da Setterosa questa sera l'Italia. Ma c'è da dire che loro, le "Yankee" non hanno sbagliato nulla. Dalle mani addosso, alla zona in difesa, ai tiri da fuori. Ripeto: mi ha impressionato la loro perfezione. Fra le due formazioni in vasca si è creato subito un  abisso».
Però in fondo siamo sempre con l'argento al collo
«Assolutamente si. Ci mancherebbe. C'è il rammarico di non aver espresso quanto fatto vedere fino ad oggi. Non è possibile che due giorni fa Garibotti realizzi cinque reti ed oggi sparisce. Non è possibile che Gorlero non abbia parato da Gorlero, mentre la Johnson abbia parato da Gorlero. In due giorni non si può perdere tutto quello che di buono si è fatto in tutto il torneo».
Peccato solo per il punteggio
«Quello si, non è da finale. La forza delle americane è impressionante anche in quello. Ci ha penalizzato la mancanza di adrenalina. Comunque devo dire grazie alla ragazze per tutto quello che hanno fatto, per i sacrifici che hanno affrontato, per quello che ci hanno fatto vedere in questa Olimpiade. Grazie a Fabio Conti per aver cancellato quel brutto ricordo che ho di Londra. Ma sopratutto un grazie enorme a Tania di Mario: ricordo le sue lacrime di gioia ad Atene, nel 2004, quando il Setterosa ha vinto l'Olimpiade. Sono certo che stasera invece saranno di rabbia per non essere riuscita a fare il bis».
Adesso un nuovo quadriennio è alle porte
«Certo ma bisognerà cercare nuove sinergie fra i club, fra i tecnici dei club ed il Ct. Basta essere miopi, basta investire su un singolo straniero che fa dieci gol a partita ma gioca per sè. Si deve investire sui vivai. E se non capiamo questo, gli sforzi di queste meravigliose ragazze saranno buttati al vento».

 

19 / 08/ 16