Ungheria-Italia 5-12

Ungheria: Nagy, Angyal 1, Manhercz 2 , Zalanki, Vamos, Mezei, Jansik, Kovacs, Erdelyi 1, Batori 1, Bedo, Pohl, Vogel.
All. Marcz
Italia: Del Lungo, Di Fulvio 2, Molina 1, Figlioli 2, Fondelli 1, Velotto 1, Renzuto Iodice 1, Gallo 2, Presciutti, Bodegas 2, Echenique, Bertoli, Nicosia.
All. Campagna
Parziali: 0-5, 4-2, 0-2, 1-3
Arbitri: Stavridis (GRE), Naumov (RUS)
Note: uscito per limite di falli nel IV tempo Bertoli. Espulsi nel III tempo Zalanki e Velotto per reciproche scorrettezze, nel IV Fondelli per gioco violento. Superiorità numeriche Ungheria 4/12, Italia 3/11


Barcellona - Magnifici, semplicemente magnifici. La vittoria era nelle corde dell’Italia, ma questa determinazione, precisione e a tratti spavalderia già alla seconda giornata non erano in preventivo. Ed è così che gli azzurri volano ai quarti battendo l’annichilita Ungheria: sotto anche di ben 8 gol nessuno se l’aspettava, nemmeno gli stessi magiari, tenuti a galla (si fa per dire) dal solo Nagy che non molla fino alla fine dei 32 minuti.

Gli azzurri sono aggressivi sin dalle prime battute, gli avversari meno soprattutto nella difesa al centro che per 2 volte di fila chiude troppo lentamente per non essere punita da Bodegas e Molina. Ma non finisce qui, Gallo, Renzuto e ancora il centro italo-francese decidono di chiudere col pokerissimo la prima frazione, 5 gol di cui ben 3 a uomini pari fanno infuriare Marcz nell’intervallo. I magiari sembrano essersi scontrati con un bulldozer, e quello reale, il braccio di Figlioli, decide di piazzare il sesto colpo alle spalle dell’allibito Nagy. Ci vogliono 10 minuti per rompere il ghiaccio, Batori sorprende Del Lungo da oltre 5 metri ma i nostri continuano a giocare con la testa, non si fanno prendere dai nervi come vorrebbero Manhercz e compagni, li lasciano avvicinare (4-7) ma sempre controllando il gioco ed evitando sforzi inutili che potrebbero costare caro nel finale. Sono gli ungheresi a dover dare fondo alle energie per recuperare il risultato, storicamente le rimonte costano molto caro, entrambe le squadre lo sanno e provano ad incanalare la gara sui binari ad ognuna più congeniali.
Al cambio campo è Campagna a farsi sentire, non vuole che i suoi sprechino l’enorme patrimonio accumulato, la parata di Del Lungo con l’aiuto del palo a fil di sirena deve essere il campanello per riprendere le redini del gioco. Che deve essere basato sulla sorpresa e sul movimento di chi da il cambio a Bodegas al centro in modo da spiazzare i colossi della difesa magiara. Intendiamoci, il 6-0 iniziale è un punteggio davvero esagerato, ma un controllo non passivo in attesa della stoccata finale una volta raggiunto il divario deve diventare il must della gara.
Ed è tutta l’intelligenza e la classe di Molina che evita il pericoloso avvicinarsi di Bedo e consentire una grande parata a Del Lungo ad inizio terza frazione, che poi si carica con altri due strepitosi interventi. Campagna chiama time out per dare la scossa ai suoi e cambiare il roster in acqua, sente che il momento è decisivo, stanno subendo qualche espulsione di troppo che il portierone bresciano neutralizza finchè non arriva il fondamentale gol di Gallo in superiorità nel momento migliore dell’Ungheria (+4) che si innervosisce nuovamente e la butta sul fisico. A farne le spese sono Zalanki e Velotto espulsi definitivamente da Stavridis che in questo modo lancia un chiaro segnale di come vuole che non vada la partita. Di Fulvio invece la vuole vincere prima dei 32’ e buca subito dopo Nagy in modo da andare con la manita di vantaggio all’ultima frazione.
Che si apre ancora con il portiere magiaro sugli scudi, dimostra di essere sempre e comunque un grandissimo interprete del ruolo respingendo, solo o con la complicità dei pali, i tentativi di chiudere la gara del Settebello, che all’ennesimo tentativo riesce ad anticipare la fine con la controfuga realizzata da Di Fulvio a metà ultima frazione. È il momento di mantenere la calma ed evitare di farsi male o perdere uomini per il troppo agonismo, intanto ci pensa ancora il nostro portiere a dare il colpo di grazia parando praticamente l’uno contro zero di Batori, graziato subito dopo dagli arbitri per qualche calcione di troppo al nostro portiere. Non sbaglia un’azione simile Figlioli così come Fondelli che realizzano il massimo vantaggio, 8 gol, ed altrettanti sono quelli a uomini pari realizzati.

Troppo bella questa Italia, serena quanto consapevole dei propri mezzi: complice il rinnovamento operato da Marcz con un anno di ritardo rispetto al nostro, questo splendido risultato, inimmaginabile alla vigilia, deve essere messo subito da parte per evitare pericolosissime ubriacature.
Ma la qualità resta, ed è quella che Campagna e i suoi ragazzi devono conservare bracciata dopo bracciata fino a Tokyo. Ma prima, godiamoci questo Europeo.

Così il CT a fine gara: « Per la prima volta in quaranta anni eravamo sopra di sei reti all'Ungheria ed era irreale. Un po' questo ci ha sorpreso ed i ragazzi hanno un po' mollato. Il rientro dei magiari sul -3 era molto pericoloso perchè non ci aspettavamo questa situazione di punteggio. Al cambio campo ho dato una strigliata ai giocatori e il rientro sul piano mentale è stato perfetto perchè siamo arrivati sul 7-4 e abbiamo gestito benissimo la partita, portando a casa una vittoria di prestigio»

GLI HIGHLIGHTS DEL MATCH

 



18 / 07/ 18

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