Olanda-Italia 6-6
Olanda: Aarts, Wegens 1, Genee 1, Van Der Sloot 2, Wolves, Stomphorst 1, Rogge, Sevenich 1, Joustra, Koolhaas, Voorvelt, Sleeking, Willemsz.
All. Arno Havenga
Italia: Gorlero, Tabani 1, Garibotti 1, Avegno 1, Queirolo, Aiello, Picozzi 1, Bianconi 1(R), Emmolo, Palmieri, Gragnolati 1, Dario, Lavi.
All. Fabio Conti
Arbitri: Alexandrescu (ROU), Schwartz (ISR)
Parziali: 1-2, 1-2, 2-0, 2-2
Note: uscita per limite di falli nel IV tempo Rogge (O). Ammonito per proteste nel IV tempo Arno Havenga (all. Olanda). Superiorità num. Olanda 2/7, Italia 3/10.


Barcellona - Dopo la Grecia c’è l’Olanda. Girone in crescendo, due squadre molto diverse tra loro, due modi diversi di interpretare la gara per il Setterosa chiamato ad un vero e proprio esame di maturità. Che supera, magari non brillantemente, ma la reazione avuta nel quarto tempo dice chiaramente che le ragazze italiane hanno voglia riandare lontano.
C’è tanto agonismo in acqua fin dalle prime battute. Difese aggressive, portieri attenti, le azzurre strappano il minimo vantaggio alla prima sirena con Avegno e Tabani, ma soprattutto con la parata ravvicinata di Giulia Gorlero su Wolves a pochi secondi dalla pausa.
Partita dura, ormai colpi e agonismo del cosiddetto sesso debole hanno poco da invidiare agli uomini, così come la grinta che fa ribollire l’acqua durante la gara.
Le parate di Gorlero caricano la squadra, arriva il break azzurro di Picozzi e Garibotti, poco dopo la romana e Tabani devono assistere impotenti al doppio miracolo della Aarts che potrebbe essere addirittura +3. Ma è il Setterosa tutto sommato a condurre il gioco, colpisce il palo e poi è il nostro legno a conservare il doppio vantaggio al cambio campo. L’Italia accetta la sfida tutta fisica che le olandesi lanciano, la differenza per ora è la determinazione unita a maggiore precisione al tiro, oltre agli interventi fondamentali della nostra guardapali.

Si ricomincia ma la musica non cambia, anzi, le chiusure italiane sono sempre perfette, l’Olanda prova a innervosire con pressing ai limiti del regolamento ma sortisce l’effetto opposto quando non riesce a vedere la porta. La difesa strettissima con due giocatrici acanto alla Aarts in più occasioni la dice lunga su quanto il team di Conti stia facendo soffrire le avversarie. Finchè Van Der Sloot non sale in cattedra e tira fuori i suoi colpi migliori che valgono l’aggancio nel momento migliore delle nostre che accusano leggermente il colpo ma comunque tengono botta fino all’ultima pausa. E proprio la numero 4 avversaria chiude bene davanti al fortino costruito dalla propria difesa impedendo il nuovo vantaggio azzurro.

Ultimi 8 minuti a parti invertite: ora è l’Olanda a condurre sotto il profilo mentale, probabilmente anche le forze stanno iniziando a mancare alle azzurre dopo quasi 3 tempi di lotta fisica nettamente svantaggiosa. Subiamo altre 2 reti arrivate più per mancanza di lucidità che si manifesta anche in fase d’attacco, complice la difesa delle tulipane sempre più chiusa. Un gol per rompere l’inerzia sarebbe oro, arriva con Gragnolati, e da il là per il pareggio su rigore di Bianconi.
Poco più di 2 minuti alla sirena finale, bisogna stringere i denti per non buttare all’aria una partita fatta di testa e cuore che hanno sostituito i muscoli nel momento di calo.
Gli ultimi secondi sono una bolgia, superiorità sprecata per troppa fretta dalle nostre, poi la parata di Gorlero che vale come un gol salva il pari, il time out e piazzamento in attacco olandese a 7” dalla fine viene stoppato dalla nostra difesa.
Primo posto sfumato per l’Italia a meno di clamori, ma giocare alla pari con Grecia e Olanda fa tanto morale per il prosieguo del torneo.

Abbastanza soddisfatto il Ct Conti a fine gara: «Abbiamo disputato una buona partita, riuscendo a mettere sotto l'Olanda per gran parte del match. Dobbiamo migliorare qualcosa in superiorità numerica, mentre siamo stati bravi in inferiorità. Partita molto dura, giocata a zona e segnata anche da qualche espulsione contro presa in zone di campo che lasciano un po' perplesso. Dobbiamo pensare ad andare avanti partita dopo partita; crescere, imparare dagli errori, capitalizzare le occasioni e farci trovare pronti nella fase ad eliminazione diretta».

Nella foto
Arianna Garibotti

 

17 / 07/ 18

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