Italia-Grecia 10-6

Italia: Del Lungo, Di Fulvio 1, Luongo 2, Figlioli 2, Fondelli, Velotto, Renzuto 1, Echenique 2, Figari, Bodegas 1, Aicardi , Dolce 1, Nicosia.
All. Sandro Campagna
Grecia: Zerdevas, Genidounias 1, Skoumpakis, Kapotsis 1, Fountoulis 1, Papanastasiou, Dervisis, Argyropoulos 1, Mourikis 1, Kolomvos, Gounas 1, Vlachopoulos, Galanidis .
All. Theodoros Vlachos
Arbitri: Kun (Hun), Miskovic (Mne)
Parziali: 1-2, 3-2, 3-1, 3-1
Note: usciti per limite di falli nel IV tempo Aicardi (I), Figari (I). Nel IV tempo Zerdevas (G) para un tiro di rigore a Di Fulvio.  Superiorità num. Italia 5/12, Grecia 3/12.

Il riepilogo dei risultati al link ><

Che la Grecia fosse una squadra ostica, è cosa nota. Ma quella che questa sera è scesa in vasca alla Duna Arena non ha nascosto, da subito, le proprie intenzioni: mettere sotto il Settebello. Purtroppo, per Vlachos ed i suoi, è rimasta non solo un’intenzione, ma possiamo dire un sogno. L’Italia ha giocato da Campione del Mondo. Ha fatto sfogare gli ellenici nel primo quarto, li ha illusi nel secondo, li ha affondati e sepolti nei rimanenti due tempi.
Gli azzurri sono partiti abbastanza bene, anche se la Grecia, a differenza di quanto si era visto nel torneo di Cuneo, è molto più reattiva, decisamente però come sempre, dura nei contrasti, e alle volte anche provocatoria. Vlachos cerca di bloccare Di Fulvio, incollandogli Vlachopoulos: ci riuscirà solo per due tempi.
C’è anche da dire che con i tiri dalla distanza gli azzurri non hanno molto fortuna: Figlioli prende a ripetizione pali e traverse, e Zervedas, monumentale questa sera, fa il resto.
Azzurri in vantaggio con una splendida rete in controfuga di Luongo, la Grecia pareggia i conti, passa a condurre grazie ad un tap-in imparabile di Argyropoulos e nel secondo tempo il suo gioco soporifero sembra poter imbrigliare i nostri.
Gran merito a Vincenzo Dolce che prima conquista una superiorità, poi rimette in equilibrio l’incontro, dando la sveglia come prologo di un batti e ribatti: loro, duri, provocatori, ma anche precisi. Il Settebello sta al gioco, non si fa sopraffare, anche se patisce qualche spulsione di troppo. Ne fa le spese Aicardi, già con due falli sul groppne a metà gara, e il CT lo preserva in panchina per ogni futura (poi improbabile) evenienza.
La svolta arriva nel terzo periodo, quello che nel gergo pallanuotistico è chiamato “della verità”. La carica la suona Francesco Di Fulvio approfittando della prima distrazione del suo mastino Vlachopoulos. E fa male. Perchè adesso il Settebello cambia volto: esperienza, qualità e consapevolezza dei propri mezzi fanno il resto. Figlioli, e due volte Luongo affondano il coltello. La Grecia perde smalto, capisce che il gruppo che ha difronte, c’è: Campagna la chiama “squadra”.
Forse sbaglia qualche superiorità, ma è chirurgica nel colpire ad uomini pari. Nell’ultimo quarto non c’è storia: il “Chalo” mette due volte la sfera alle spalle di Zervedas e l’Italia ipoteca il passaggio ai quarti.

Nella foto
Stefano Luongo

14 / 01/ 20