Italia-Russia 11-9

Italia: Del Lungo, F.Di Fulvio, Molina 1, Figlioli 2, E.Di Somma, Velotto, Renzuto, Echenique 5, N.Presciutti 1, Bodegas, Aicardi 2, Bertoli, De Michelis.
All. Sandro Campagna
Russia: Fedotov, Suchkov, Vasilev 2, Dereviankin, Koptsev, Merkulov 1, Nagaev 1, Bychkov, Kholod 1, Lisunov 1, Shepelev 3, Statsenko.
All. Sergey Evstigneev
Arbitri: Bender (GER), Boudramis (GRE)
Parziali: 3-3, 3-2, 1-3, 4-1.
Note: usciti per limite di falli nel III tempo Nagaev(R), nel IV Kopsev(R). Ammonito per proteste nel II tempo Sergey Evstigneev (All. Russia). Nel III tempo nell'Italia De Michelis in porta al posto di Del Lungo. Superiorità num. Italia 5/12, Russia 4/7. Russia con 12 giocatori a referto. Spettatori 400 circa.

Ha sofferto tre tempi il Settebello, poi ha cambiato marcia nell’ultimo quarto: ha accelerato i ritmi, ha sfruttato la staticità russa, ha ritrovato il gioco corale e forse ha anche usufruito di qualche giudizio arbitrale decisamente benevolo. C’è da dire comunque che i due arbitri designati per la partita sono sembrati veramente di basso livello: qui non si tratta di applicare o no le nuove regole, qui si tratta di capire la pallanuoto. E, ci dispiace dirlo, Bender e Boudramis, sono distanti anni luce dalla pallanuoto di primo piano.

Ma ciò che appare più evidente è il mancato adeguamento degli arbitri a queste nuove direttive: che senso ha fischiare un’espulsione sugli esterni, mentre si lascia come sempre la coppia centro-difensore avvinghiata in una lotta senza quartiere senza batter ciglio? Riflettano su questi aspetti Koganov & c. perché se da una parte il gioco si è velocizzato, dall’altra o i direttori di gara si adeguano o è tutta una farsa.

Dopo aver visto Ungheria-Montenegro (11-7) giocata a ritmi molto elevati, e Spagna-Serbia(13-12)  con l’inaspettata vittoria degli iberici meglio sintonizzati sulle nuove regole,  Italia-Russia è sembrata un passo indietro nel tempo. Il primo parziale, finito in parità, rispecchia in parte la staticità dei russi che non sembra abbiano cambiato molto modo di giocare, nonostante abbiano già applicato da gennaio queste nuove regole nel loro campionato.
Abbiamo detto prima frazione in equilibrio: in effetti l’Italia ha dimostrato maggior lucidità nel gioco, pur con qualche sbavatura di troppo in attacco, dovuta sopratutto alla voglia di strafare. La difesa, pur registrata abbastanza bene, ha trovano Del Lungo in serata no. Il numero uno azzurro pur producendosi in qualche intervento strepitoso (da evidenziare la parata nel secondo quarto sull’attaccante russo tutto solo in controfuga) si è beccato qualche rete di troppo (nel 6-6 di Linusov la palla gli è passata fra le braccia sopra la testa). E proprio nel terzo quarto, l’Italia ha bruciato un prezioso doppio vantaggio per aver sprecato davanti e subito troppo in difesa: Linusov, Shepelev e Nagaev ha portato la loro squadra dal -1 al +1, ed è andata fin troppo di lusso che la palomba di Vasilev si sia fermato contro il palo dopo aver superato il numero uno azzurro. Campagna, a questo punto, butta nella mischia De Michelis, mentre Echenique riduce le distanze mettendo a segno la sua terza rete personale. La partita si decide nell’ultimo quarto: capitan Figlioli, dopo aver conquistato per la seconda volta la palla al centro (segno che i russi sono decisamente lenti) trova la rete del pari (8-8), quindi un miracolo di De Michelis impedisce ai russi di riportarsi nuovamente in vantaggio. Ma la precisione in attacco latita e gli errori specie a uomo in più adesso pesano. Ci vuole una botta velenosa di Nicholas Presciutti che inganna Fedotov a riportare avanti gli azzurri, ma è lo stesso portiere russo letteralmente a “levare”  la rete del raddoppio da dentro la porta. Entrata o non entrata? Gli arbitri hanno detto no. Ed allora la replica la effettua Matteo Aicardi, portando così gli azzurri sul doppio vantaggio, prima della quarta rete personale di Chalo Echenique. Ininfluente l’ultima realizzazione russa di Vasilev.

«L'avevo detto alla vigilia anche ai ragazzi che sarebbe stata una partita di sofferenza - commenta a caldo il Ct Sandro Campagna-. Abbiamo giocato per tre tempi slegati cercando più soluzioni personali e sbagliando tanto in attacco. Quando abbiamo giocato da squadra è uscito fuori questo parziale di 5-1 che ha deciso il match. Per ora ci prendiamo il risultato, ma per battere l'Ungheria serve ben altro. Alla fine del terzo tempo gli ho detto che stavamo producendo tanto ma dovevamo farlo di squadra, perchè ognuno voleva inconsciamente essere protagonista invece di farlo tutti insieme. Del Lungo ha fatto bene ma con De Michelis volevo stoppare la facilità di trovare spazi da parte della Russia e con due belle parate ha ridato fiducia a tutta la squadra».

E come dice Campagna, con l’Ungheria non sarà una passeggiata. Proprio pere niente.

 

05 / 04/ 19