CC Ortigia – CN Marseille 4-10

CC Ortigia: Caruso, Cassia 1, Abela 1, Jelaka, Di Luciano 1, Farmer 1, Giacoppo, Espanol, Rotondo, Susak, Napolitano, Pellegrino.
All. Stefano Piccardo

CN Marseille: Hovhannisyan, Cervetti, Olivon 1, Izdinsky 2, Kimbell 1, Vernoux 1, Vanpeperstraete, Djurdjc 2 (1 rig), Marion-Vernoux, Kovacevic 2, Vukicevic 1, Camarasa, Scepanovic.
All. Marc Amardeilh

Arbitri: Buch (ESP), Zwart (NED).
Parziali: 2-0, 2-3, 0-4, 0-3
Note: uscito per limite di falli nel III tempo Vanpeperstraete (M). Superiorità numeriche Ortigia 3/13, Marsiglia 4/6

 

Ci voleva un miracolo. Ma se vogliamo dirla tutta, arrivare a giocare una semifinale europea alla prima esperienza continentale per il circolo di Siracusa, già lo è. Elogi e complimenti per la formazione di Piccardo non saranno mai troppi per quanto fatto, considerando anche l’assenza di Vapenski proprio nei momenti in cui il mancino sarebbe stato maledettamente utile.

Vuole la finale, ci crede l’Ortigia, gioca il primo tempo alla grande lasciando agli avversari solo le briciole. I transalpini dal canto loro sbarcano in Sicilia pensando di avere la qualificazione in tasca, devono riordinare le idee durante la prima pausa per cominciare a macinare gioco. Ci riescono, ma l’Ortigia non molla, dopo aver incamerato il +2 dopo 8 minuti deve per forza di cose concedere qualcosa ai redivivi avversari. Resta in partita pur facendosi rimontare sul 3-3, potrebbe riacciuffare lo stesso vantaggio del primo parziale poco prima del cambio campo, ma il time out chiamato da Piccardo per giocare al meglio gli ultimi 10 secondi non sortisce gli effetti sperati per il pressing asfissiante avversario.

Si riprende col rigore di Vernoux, è di nuovo pari, che purtroppo spezza le gambe all’Ortigia: da quel momento non riesce più a centrare la porta di Scepanovic, troppa la voglia di rimontare che presta il fianco ai tiratori francesi. Non una volta purtroppo, ma ben 4 di fila, il parziale è di quelli davvero devastanti per chi deve recuperare lo svantaggio dell’andata e si trova con l’identico punteggio di Marsiglia alla fine della penultima frazione (7-4).
Il tempo stringe, l’uomo in meno transalpino funziona bene, aiutato anche dalla fretta sicula, più che umana, di andare a rete e limitare al massimo il danno. Non riesce nell’intento, oltre 2 tempi a secco e tuttle le restanti superiorità sprecate servono solo ad innervosire ancor più i ragazzi di Piccardo, comunque da elogiare per il cammino fatto fino a questo momento.
Finisce 10-4. Troppo penalizzante per l’impegno profuso, ma l’applauso del pubblico di Nesima, misto di catanesi e siracusani, in altri momenti acerrimi ma corretti avversari, non manca ai vincitori ma soprattutto ai vinti.
Delusi i giocatori dell’Ortigia come chiunque viene scaraventato fuori da una finale, ma la consapevolezza del prodigio compiuto fino a questo momento deve farli uscire dalla vasca a testa altissima.

Opinione di tutti, anche di Piccardo a fine gara, «sapevamo che più si andava avanti, più ci saremmo potuti far male uscendo, dobbiamo essere comunque consapevoli di quanto fatto. Loro hanno meritato sicuramente e, probabilmente, abbiamo pagato un paio di decisioni arbitrali giunte in momenti importanti della partita, qualcosa è cambiato nella nostra testa dopo il 4-4 – continua - quando potevamo avere un’espulsione a favore e invece abbiamo preso gol. Ho detto ai ragazzi di giocarsela fino alla fine perché questa è la regola principale dello sport. Credo che abbiamo onorato questa competizione e i ragazzi sono riusciti a segnare otto reti a questa squadra che si andrà a giocare un’altra finale di Euro Cup. Devo ringraziare il pubblico che è venuto a seguirci - conclude - ed è stato bello vederlo tutto in piedi per applaudire la squadra. È bella questa siracusanità che sentiamo sempre vicina e che ci regala forza e voglia di giocare».

Nella foto
Massimo Giacoppo

27 / 02/ 19