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Da qualche anno a questa parte stanno spopolando stage estivi per ragazzi in varie località balneari o montane, tenuti da allenatori, giocatori, organizzazioni ad hoc. E tornei giovanili che raccolgono squadre provenienti dall’Italia e dall’estero.

Momenti formativi e di aggregazione, che è comunque qualcosa che resterà sempre nella memoria dei partecipanti, ma anche, perchè nascondersi, giri d'affari in alcuni casi non indifferenti.
Conti alla mano alcuni arrivano ad incassare, al lordo dei costi ovviamente, cifre che si aggirano intorno ai 400mila euro. Ed è forse anche giusto che ci sia un guadagno a fronte di una complessa macchina organizzativa che parte dall'inverno.

Se fosse questa la via che le società, singolarmente o riunite in consorzi, potrebbero intraprendere per riassestare le loro dissanguate casse?
Basti pensare che un’organizzazione più capillare raccoglierebbe un bacino d’utenza molto più ampio, soprattutto attraverso i campi estivi che coinvolgerebbero fratelli e sorelle minori di chi già pratica la pallanuoto.

È un’idea, da sviluppare e migliorare, ovviamente.
Impiegando quel tempo che le società normalmente trascorrono piangendosi addosso, anzicchè ingaggiare chi ha le capacità per fare tutto ciò.

16 / 05/ 18