Ogni volta che la FINA pensa di fare qualche innovazione, parte sempre da presupposti che poi, fatte le verifiche in vasca, vengono smentiti. Così è stato con quel malefico tiro da 5 metri, che ha praticamente chiuso le entrate laterali degli attaccanti.
Oggi si parla e riparla di snaturare la pallanuoto: sei in vasca, campo da 25 mt, tempo di ogni azione limitato a 25 secondi, palla più piccola, espulsioni di 15 secondi.
Nella gara di ieri sera fra Montenegro ed Italia, parliamo dei campionati mondiali under 18 in corso di svolgimento a Podgorica dove si stanno sperimentando queste regole, si sono già viste le prime "storpiature" a queste innovazioni. Ma la cosa peggiore è che stiamo parlando di ragazzini, che hanno comunque già capito come sfruttarle non per dare spettacolarità al gioco, ma per ammazzarlo definitivamente. Figuriamoci cosa succederebbe con i senior.
L'aspetto più inquietante è il trasferimento di campo: il portiere ha la palla in mano, la lancia al compagna a metà vasca. Ecco che scattano le contromosse dell'avversario (l'ha fatto per quattro tempi il Montenegro con l'Italia). Il portatore di palla viene aggredito a metà vasca, spinto indietro, fermato il più possibile. Quando l'arbitro fischia (se lo fa!) il fallo semplice sono già passati 8/10 secondi dall'inizio dell'azione. Quindi per cercare di andare a rete ne restano si e no 15. Gioco spettacolare? Oppure sempre e solo una lotta a due che annoia lo spettatore in tribuna, figuriamoci chi sta seduto davanti alla televisione. Questa è comunque la proposta di questi signori in giacchetta azzurra che sono i dirigenti FINA. Ma non finisce qui: il centro boa dovrebbe sparire? Ma quando mai? Anzi la situazione, visti i pochi secondi di tempo a disposizione, diventa ancora di più caotica. Le marcature sono ancora più strette e le mani addosso sono una routine.
Chi ha proposto e dovrà decidere (Cornel Marculescu?) sarebbe meglio che si ricordasse come si giocava ai suoi tempi. Quando la fantasia regnava in vasca, al posto di una pseudo lotta greco-romana di infimo ordine.  E forse sarebbe meglio che questo super dirigente pensasse di istituire una scuola mondiale per arbitri, perchè quanto si è visto a Rio e si sta vedendo a Podgorica, lascia intravedere grosse falle nella gestione che la FINA ha dei suoi sport.

03 / 09/ 16