Roma Capitale sembra fregarsene della sentenza del Tar del Lazio e ritorna alla carica per togliere alla Lazio Nuoto la piscina della Garbatella.
Una forzatura fatta in piena estate, con cui il comune capitolino ha riassegnato l’impiamto alla società Maximo.
Una scelta inspiegabile che appare come un accanimento nei confronti della Lazio Nuoto che non interromperà le attività ed è pronta a difendersi in ogni sede e a chiedere i danni ai soggetti interessati.

Nessun dubbio sull’interpretazione della sentenza era stato sollevato dall’assessore allo sport Daniele Frongia che anzi, quasi complimentandosi con la Lazio, aveva commentato così le motivazioni della sentenza in un’intervista a RomaToday: «Lazio Nuoto ha fatto ricorso sulle questioni tecniche della classifica ed anziché essere seconda è prima. Il TAR ha dato ragione ad una società che aveva contestato l’esito del bando. Ma questo prescinde dal Campidoglio. A noi interessa, come amministrazione, che ci sia un concessionario in regola, che paga il giusto e che offre un servizio ai cittadini».

Nonostante questa dichiarazione pubblica, come si legge in una nota diramata dalla Lazio Nuoto, «il dirigente capitolino Roberto Ziantoni, andando persino in contraddizione con la richiesta di chiarimenti avanzata dall’Avvocatura dello stesso Comune al Tar (nel giudizio di ottemperanza alla sentenza), ha esercitato il potere amministrativo in modo del tutto illegittimo aggiudicando nuovamente la gara ad una società che “non poteva parteciparvi”, pregiudicando così gli interessi della Lazio Nuoto che, in ragione della dovuta esclusione della Maximo dalla gara (il condizionale è d’obbligo) sarebbe dovuta risultare vincitrice della stessa».

La risposta a questa assurda decisione arriva da Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto:«Non cederemo a quella che appare sempre più una persecuzione dell’Amministrazione Raggi, che vuole azzerare la storia gloriosa dei 120 anni del nostro sodalizio, procurandoci sempre maggiori danni patrimoniali di cui qualcuno dovrà rendere conto. Sappiamo che la ragione è dalla nostra parte e combatteremo con tutte le nostre forze sul piano del diritto, in tutti i gradi di giudizio».

 

28 / 08/ 20