E adesso che la delusione, almeno in parte, è smaltita, è già tempo di guardare avanti. La Croazia è meritatamente campione del mondo di pallanuoto dopo aver messo in fila tutte le big: Italia, Serbia e Ungheria. Ma proprio l’Italia, che aveva pareggiato con gli ungheresi, contro i biancorossi è rimasta in partita fino ai minuti finali, pur in una giornata tutt’altro che perfetta. Quel che è certo è che, un anno dopo Rio, tutte le big mondiali sono work in progress: la Croazia, al momento, raccoglie i frutti migliori con pochi cambiamenti mirati e affidabili, la Serbia ha rinnovato meno delle avversarie e bisognerà verificare la tenuta del gruppo storico in prospettiva 2020, l’Ungheria è in netta risalita ma non ha la caratura del team dei tre ori olimpici conquistati fra 2000 e 2008, il Montenegro è in pieno rinnovamento. Mentre l’Italia, dall’immediato dopo Rio, lavora su convocazioni ampiamente allargate e prova facce nuove.

FIGLIOLI SUPER. Il bilancio iridato, ovviamente, non può che partire dall’effetto virus che ha tolto di scena alla vigilia Gallo, Velotto e Del Lungo, anche se il Campagna rifiuta la filosofia degli alibi. Il nuovo capitano Pietro Figlioli ha meritato i gradi: si è dimostrato capace di assumersi le responsabilità nei momenti difficili ed è praticamente infallibile su rigore. E se a Recco molti tifosi si domandano con un po’ d’ansia che effetto farà ritrovarselo avversario, possono consolarsi con le prestazioni a livelli altissimi di Bodegas, forse il miglior azzurro. Di
Fulvio è stato inserito nella Top 7. L’uomo nuovo, un altro che non ha paura delle responsabilità, è Renzuto Iodice. Rendimento costante ha offerto Fondelli. Per Nicholas Presciutti, tornato a standard elevati solo nelle ultime partite, ovviamente ha pesato la mononucleosi in fase di preparazione.

IL PORTIERE. Messo alle spalle il morbillo, Del Lungo – salito nella hit parade dei migliori portieri internazionali – tornerà padrone dei pali azzurri. Tempesti, che si è alternato con Volarevic, in alcune partite ha ipnotizzato gli avversari, contro l’Australia nella semifinale quinto posto ha abbassato la saracinesca, contro la Croazia ha preso qualche gol evitabile. Ma a lui bisogna solo dire grazie: è arrivato dopo 40 giorni d’inattività agonistica a tappare una falla, mettendoci il suo carisma ma anche faccia e prestigio. Ha fatto il suo e di più, e vanta un credito: se anche tornerà dietro le quinte, quando mancherà un anno a Tokyo si giocherà il posto negli 11. Se nel frattempo sarà esploso un giovane, ok, se no Stefano coprirà le spalle a Del Lungo partecipando all’Olimpiade numero 6.

EL CHALO E L'AMERICANO. Passato un anno (tra qualche giorno) dalla sua ultima uscita con la Spagna, ottenuto il passaporto italiano, Gonzalo Echenique sarà il prezioso rinforzo mancino per le prossime convocazioni di Campagna. Luca Cupido, giovane leader ligure della nazionale Usa, finirà il college (city management, urbanistica) e fra un anno rientrerà in Italia. Per preparare al meglio Tokyo 2020. Vorrebbe stare vicino a casa, quasi scontata la destinazione Recco. Per quanto riguarda la nazionale, la sua intenzione attuale sarebbe di giocare ancora per gli Stati Uniti. Ma Campagna ha ottimi argomenti per fargli cambiare idea: l’Italia inseguirà l’oro. Facile prevedere che il ragazzo di Santa Margherita tornerà a indossare la calottina azzurra dopo gli ottimi risultati di qualche anno fa con le Under. Altro “monitorato” con doppio passaporto Willy Molina: è abbondantemente over 30, ma se sta bene è un top player mondiale. Ha chiuso con la Spagna. Se servisse un senatore alla Perez, il ct italiano proverà a precettarlo. (da Il Secolo XIX)

Nella foto ©WPI
Gonzalo Echenique

03 / 08/ 17

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