Raggiante. Come si potrebbe immaginare il contrario? Dopo la vittoria di mercoledi sera contro l’Olympiacos la sua Sport Management ha festeggiato, come giusto che sia. «Ma da oggi si torna con i piedi ben piantati a terra - dice Andrea “Deddy” Fondelli – è stata solo una partita, pur consapevoli che battere i campioni in carica alla prima nel girone di Champions che conta resterà nella nostra memoria e probabilmente nella storia della società. Però un po' di baldoria ieri sera ce la siamo concessa», ci confida sorridendo.

Torniamo indietro di qualche giorno. Quali erano le vostre sensazioni?
Eravamo abbastanza tranquilli, il fatto di essere tutti molto giovani quest’anno ci consente di affrontare gli impegni con quel pizzico di spensieratezza in più. L’abbiamo preparata molto bene questa partita, sapevamo cosa fare e come muoverci in ogni situazione. Coach Baldineti poi è stato bravo a non caricarci emotivamente, ci ha spronati a dare il meglio di noi e fare quello che sapevamo, ma senza responsabilizzarci oltremodo.

Quando avete capito che potevate vincere?
Sicuramente il fatto di trovarci sul +4 ha contato molto. Allo stesso tempo però ci siamo detti durante il time out e poi nell’intervallo di non fermarci ma continuare in quello che stavamo facendo come fossimo ancora sullo 0-0. Davanti c’era una squadra capace di recuperare anche più di 4 gol, la concentrazione doveva restare altissima per non perdere il vantaggio.

Ed in effetti il loro ritorno c’è stato
Lì si è vista la forza del gruppo. Eravamo stanchi, stavamo giocando a mille dal primo minuto. La nostra “zona M” li aveva messi in difficoltà, ripartivamo velocissimi, tutto questo si paga in termini di energia. Abbiamo giocato con tantissimo cuore nel finale, ci aiutavamo a vicenda, come una squadra deve fare. Siamo un bel gruppo, tutti giovani ma con tanta voglia di emergere.

La sensazione è che quest’anno ci sia qualcosa in più nel vostro gioco
Ci stiamo divertendo molto, ovviamente questo traspare, il pubblico lo percepisce e si diverte insieme a noi. Ma dobbiamo stare molto attenti, in passato abbiamo alternato ottime gare ad altre in cui eravamo irriconoscibili, la nostra crescita deve essere anche questa, oltre che tecnica. Sappiamo che c’è molto da lavorare ma siamo pronti.

E quest’anno cambia anche il suo ruolo: giovane ma comunque veterano
Sono contento di poter dare il mio contributo grazie alle precedenti esperienze. So che da giovane gregario che ero a Recco e anche qui i primi tempi ora sono quello che deve dare qualcosa in più, questo non mi spaventa, tutt’altro. Siamo tutti molto uniti anche fuori della vasca e questo non può farci che bene sia a livello individuale che in termini di gruppo, consapevoli che non abbiamo ottenuto ancora niente, ma faremo di tutto per arrivare lontano.

 

18 / 10/ 18