Una quarantina di posti di lavoro, l'intero funzionamento del palazzetto dello sport e la piscina a mare con la relativa concessione balneare. A Sori rischia di chiudere tutto. Perchè il Comune ha deciso di non rinnovare la concessione alla Rari Nantes, a seguito del mancato pagamento del mutuo acceso una dozzina di anni fa con il Credito Sportivo. Un vero disastro, tenendo conto anche delle numerose attività che sono sub concessionarie e si trovano nella stessa struttura della piscina coperta: palestre, negozi, bar ristorante, persino un supermercato e un parcheggio. Di fatto per una questione di debiti non onorati, di fidejussioni non pagate e anche un po' per il lockdown che ha azzerato sia l'attività sia gli incassi, Sori si trova in piena stagione balneare con il rischio di veder scomparire alcuni importanti asset sportivi, turistici e balneari.

La questione finirà anche davanti ai giudici, visto che la Rari Nantes Sori ha già avviato ricorso al Tar, il tribunale amministrativo regionale, contro la decisione del Comune, affidandosi allo studio legale di Lorenzo Cuocolo. Ovviamente ognuna delle parti in causa ha una propria spiegazione, ma tutte sono d'accordo su un punto: senza il rinnovo delle concessioni e senza una nuova gara o che a questo punto è impossibile visto che la questione passa al Tar o la chiusura totale è dietro l'angolo.

A spiegare la posizione del Comune è Luca Pittore, assessore allo Sport: «Il Comune negli anni novanta aveva dato il via libera alla costruzione del palazzetto del nuoto affidando i lavori e la gestione alla Rari Nantes, che a sua volta aveva chiesto e ottenuto circa due milioni di euro di finanziamento al Credito Sportivo – racconta -. Il Comune aveva dato la propria garanzia fidejussoria, ma negli ultimi anni la Rari Nantes non ha più pagato con precisione le rate e il Credito sportivo che ha sollecitato prima e intimato poi per inadempienza. Non solo il Credito Sportivo ha chiesto al Comune di versare i 970 mila euro di garanzia, cosa che abbiamo fatto. A questo punto non possiamo fare altro che stracciare la concessione. Anche perchè nonostante i nostri solleciti, la Rari Nantes non ha versato nulla, presentando due piani di rientro che ci sono stati bocciati dal revisore dei conti».  

Buttando fuori la Rari Nantes, però, il rischio è mettere una pietra tombale su tante attività, a cominciare naturalmente da nuoto e pallanuoto: «Ne siamo consapevoli, ma la nostra è stata una scelta obbligata. Rischia di essere un disastro per il paese che vive attorno alla piscina e al mare e siamo molto preoccupati. Ma l'unica cosa che possiamo fare è una nuova gara per dare nuova concessione».
La minoranza di centrosinistra, con Ilaria Bozzo, esprime «forte preoccupazione» e aggiunge: «Speriamo vivamente che la vicenda arrivi in consiglio comunale per far conoscere alla cittadinanza quello che sta succedendo nel nostro Comune».

Da parte della Rari Nantes è Guido Polipodio, il presidente, a intervenire ovviamente contrattaccando: «E’ vero che noi abbiamo problemi con il Credito sportivo da un paio d'anni, ma con la precedente giunta avevamo ottenuto un allungamento del mutuo di dieci anni per avere rate più basse. Invece l'attuale amministrazione si è rifiutata di allungare la fidejussione. Assurdo anche perchè la piscina è del Comune e il solo valore immobiliare è molto superiore ai 970 mila euro della fidejussione. Ci hanno intimato di versare 233 mila euro in poco più di un mese ma è chiaro che se avessimo avuto quei soldi avremmo potuto pagare le rate. Siamo di fronte a un vero assurdo giuridico e a una follia, che metterà in ginocchio il paese. Per questo abbiamo fatto ricorso al Tar. Ci sarà una battaglia legale e avverrà sulla pelle dei soresi».
(1-da Il Secolo XIX)

03 / 07/ 20