Non è andata come si sperava. Lo avevamo purtroppo, pronosticato: avversario spigoloso, attento ad ogni sua mossa, addormenta il gioco per poi piazzare il colpo. E così è stato. Anzi i colpi li ha piazzati Sukno. Cinque i suoi colpi mortali. «Ha un gran tiro - commenta Gianni De Magistris, che dalla sua casa di Firenze ha seguito gli azzurri -. Non siamo stati capaci di fermarlo, di cambiare tattica. Ha colpito duro. Ma attenzione ai giudizi: gran bel tiro non significa essere un fuoriclasse. E' un altro film».
E già lui si che era un fuoriclasse. Uno che quando meno te lo aspetti ti fa "fesso". «Suvvia, quella era pallanuoto - continua il DeMa-. Dove c'era un gioco, fantasia. Oggi? Vinci quando fai bene l'uomo in più, quando hai un tiratore come Sukno».
Ma che Italia ha visto?
«Agonisticamente una partita discreta. L'Italia ha brillato meno che nelle gare precedenti. Contro il Montenegro è stata decisamente un'altra partita. Con la Croazia abbiamo pagato ogni errore, ogni disattenzione».
Siamo troppo leggeri?
«Campagna ha fatto le sue scelte. Certo la difesa mi sembra che, a parte l'uomo in meno, alle volte "balli". Ma ripeto ogni scelta può essere o no discutibile».
Cosa si augura per i quarti?
«Di non incontrare la Serbia. Sono convinto che si stia preparando proprio per le partite dentro o fuori. E con loro al top non si scherza. Anche la Grecia mi sembra si stia nascondendo. Buona formazione, buon gioco, buoni tiratori. Gli unici che non sono all'altezza credo siano gli arbitri: le espulsioni in coppia erano un avvenimento anni fa. Oggi sono una regola. Perchè non sanno più giudicare».
E l'italia?
«Fin qui ha fatto un bel percorso. Con il Montenegro una gara veramente attenta e bella. Dobbiamo stare attenti ad un eventuale ritorno della Spagna. Poi agli scontri diretti si vedrà. In bocca al lupo!».

 

12 / 08/ 16