A Bogliasco la sorpresa per il campionato nr° 100 di serie A1 si chiama Daniele Magalotti. Classe '74, alto due metri esatti, ex difensore, cresciuto nelle giovanili del Nervi, ha esordito in A1 nel 1995 nel Paguros di Catania. Uno scudetto con il Posillipo, quindi altre esperienze a Recco, Brescia e nuovamente a casa, nei bluarancio del Nervi. Chiude poi la carriera a Bogliasco, nel 2011. L'anno dopo, nel 2012, esordio sulla panchina dei biancocelesti, prima del quinquennio alla RN Camogli. Raccoglie il testimone, sulla panchina del Bogliasco, di Daniele Bettini: «La vita è sempre una sorpresa – ci confida -. Ho lasciato la A1 cinque anni fa a Bogliasco, e torno a Bogliasco quando Daniele (Bettini, ndc) lascia anche lui dopo cinque anni».

Un ritorno non annunciato quindi: che sensazioni prova?
Un ritorno che mi fa molto piacere, perchè ho un legame particolare con il club. Sono contento, ho trovato una dirigenza che ha voglia di fare bene, un gruppo di atleti molto affiatato. Insomma un mix che si annuncia perfetto. E non vediamo l'ora di iniziare con le prime partite di Coppa Italia.

E' in biancoceleste da quasi un mese, “a pelle” che differenza sente rispetto la A2?
Innanzitutto per adesso sono gli allenamenti: in A2 ci si allena una sola volta al giorno, mentre qui ci sono le doppie sedute. Due allenamenti al giorno si sentono, hai un impegno maggiore, bisogna dedicarsi di più alla tattica, gli allenamenti sono più specifici. IN A2, vedendosi una sola volta al giorno, si ha meno tempo e tante cose non vengono approfondite.

Cosa si aspetta da questo campionato?
Massimo equilibrio, e dai miei ragazzi il massimo impegno. Sapevo già di trovare ottimi pallanuotisti, e adesso che ho potuto toccare con mano, ne ho certezza. Chiaro che da loro mi aspetto grande applicazione e voglia di rifarsi dopo la scorsa stagione. Come capita nella vita di ogni sportivo, lo scorso anno non è andato tutto dritto. Loro hanno voglia di far bene, sono convinto e l'ho potuto constatare, stanno dando il massimo.

Si è molto dibattuto questa estate sulla formula del campionato: final eight o play off. Lei cosa ne pensa?
Sono un nostalgico di quella pallanuoto che non c'è più. Con i vecchi play off ho sempre visto piscine piene, da brividi lungo la schiena e adrenalina a mille. Purtroppo con questa formula non posso dire la stessa cosa. Certamente la televisione è importante, ma a noi che giochiamo, che stiamo sul bordo vasca, è il pubblico che ci dà la carica, che ci da quella voglia di giocare. Fosse per me farei decisamente retromarcia.

Quale sarà l'obiettivo del Bogliasco per la prossima stagione?
Difficile dirlo adesso. Le partite di Coppa e le prime di campionato daranno le indicazioni del valore dei ragazzi. Resta un punto fermo: l'obiettivo è quello di far bene, di considerare ogni partita una finale, anche se uso la solita frase da allenatore. Ma è la mentalità che dobbiamo sposare.

 

 

 

 


 

 

20 / 09/ 18