Tranne una breve parentesi a Bologna la sua carriera si è sviluppata sempre in Liguria, da giocatore così come da allenatore. Nasce nel Bogliasco dove terminerà poila carriera da giocatore per intraprendere quella da allenatore, toccando il suo apice da giocatore al Recco dopo aver difeso anche i colori della città felsinea.
A fine stagione la notizia che nessuno si aspettava, una scossa all’ambiente che non riusciva più a produrre i risultati attesi. Nemmeno il tempo di realizzare che arriva la proposta del Trieste, in cerca di una nuova identità. Pochi sul mercato meglio di Daniele Bettini, sempre abituato a lavorare con i giovani, che accetta l’offerta.

A preparazione già iniziata, con il debutto alle porte, un primo mini bilancio è possibile farlo. Contento di questa nuova avventura?
Assolutamente si! Sono approdato in una società molto seria con tanta voglia di far bene e lavorare in maniera organizzata. Sono qui da poco ma i dirigenti stanno facendo di tutto per farmi sentire a mio agio sia professionalmente che personalmente, senza farmi mancare nulla, posso solo dire cose belle. Certo la famiglia mi manca ma fa parte del gioco.

A proposito di famiglia, come è stata presa la decisione?
Mi hanno incoraggiato tutti ad accettare per fortuna. Certo ci sono momenti in cui la distanza si fa sentire, momenti difficili da gestire dal punto di vista emotivo, soprattutto con i figli, cerco di non far mancare la mia presenza nonostante i chilometri.

Il nome Bettini però continua a circolare in casa Bogliasco, sua figlia Dafne si sta togliendo qualche soddisfazione nonostante la giovane età
Viene da una stagione molto intensa con la squadra, si diverte, cresce e migliora. Da padre ovviamente è un orgoglio vederla con l'argento mondiale al collo, una gioia immensa.

Ritornando a Trieste, come vede la squadra dopo i primi allenamenti?
È un bel gruppo, molto giovane, con un’età media sotto i 24 anni. Ci sarà molto da lavorare per acquisire esperienza e maturità, ma li ho visti tutti disponibili e pieni di entusiasmo. Abbiamo il grande problema di non avere squadre con cui allenarci con cadenza regolare. Padova è a oltre 2 ore, abbiamo nei giorni scorsi organizzato un common training a Zagabria con la Mladost, è stato importante anche se il loro livello è estremamente superiore al nostro. Proveremo ad allenarci con il Primorje quando possibile, è comunque una squadra di buon livello ma più vicino al nostro.

Quali traguardi vi siete posti per la stagione?
Innanzitutto ben figurare in Coppa Italia nel prossimo week end. Cercheremo di passare il turno anche se deve ancora aggregarsi il centroboa Vico, fino a qualche giorno fa con la Serbia, e Mezzarobba, rientrato lunedì dopo gli impegni con la nazionale. Dopo la Coppa Italia ci saranno altre due settimane per prepararci al campionato e cercheremo di fare il meglio possibile. Ripeto, siamo una squadra giovane ma piena di entusiasmo.

19 / 09/ 18