Segni particolari: baciati dal talento, ricchi di estro, mancini. Una faccenda di destini incrociati. Una questione tutta di sinistra, la loro, non nel senso politico ma tecnico. Essere mancini, in pallanuoto, rappresenta una categoria a sé: quelli che ne fanno parte, ai massimi livelli, hanno la capacità d'imprimere al pallone forze fisiche misteriose che danno al tiro picchi di potenza e imprevedibilità.
In una parola: micidiali. Gergo Zalanki e Luca Damonte i protagonisti dell'incrocio. Il primo, 26 anni, braccio sinistro in coppia con Vamos nella nazionale ungherese e nel Ferencvaros, lascia Budapest per approdare a Recco; il secondo, 29, si trasferisce dalla Liguria alla capitale magiara via Palermo, dove ha giocato l'ultimo campionato (ad alto livello) alla corte di Baldineti.

Naturalmente per andare a occupare nel Ferencvaros, avversario della Pro nell'ultima finale di Champions, la casella lasciata vuota proprio da Zalanki. Dice Zalanki, che ha studiato italiano per un anno e, fra un allenamento preolimpico e l'altro, sta facendo un ripasso forsennato su un tutorial online: «So cosa significa giocare nella Pro Recco: avere l'obbligo di vincere. Ma questo mi piace: uscire dalla mia comfort zone, poter crescere. I miei connazionali Benedek, Madaras, Kasas e Marcz hanno raggiunto il top della carriera quando giocavano a Recco. Anche il mio amico australiano Younger (che gli ha già trovato casa a due passi da Punta Sant'Anna) mi ha incoraggiato nella scelta. Dopo Budapest, ci ritroviamo in Liguria».

Luca Damonte dice che poteva essere molto facile accettare una proposta come quella del Ferencvaros, ma anche difficile lasciare l'Italia (pochissimi i precedenti): «Confesso che ho pensato che la Pro Recco potesse puntare su di me. All'estero sarei andato solo in tre club: Barceloneta, Olympiacos e appunto Ferencvaros. Io ripasso l'inglese e poi, con l'ungherese, ci proverò. Ma è una grande sfida e una grande occasione. Vado a giocare nella patria dei mancini. Esco dalla comfort zone».

Zalanki è arrivato a Recco qualche giorno fa con la bellissima moglie Fruzsina, un posto nella finale di Miss Balaton, l'equivalente di Miss Italia. Damonte è approdato a Budapest da 20 giorni con la giovane moglie Laura e il piccolo Michele di 15 mesi, rimanendo colpito dall'organizzazione professionistica del nuovo club.
Norbi Madaras, il presidente del Ferencvaros, ha detto: «Seguo Luca da anni. Quando Zalanki ha scelto di cambiare, ho pensato subito a lui». E Campagna, ct azzurro è certo: «Appena Luca me ne ha parlato, gli ho detto di cogliere al volo l'occasione».
Maurizio Felugo, numero uno della Pro Recco, invece confessa: «Quando quel grandissimo campione che è Mandic ha deciso di cambiare, ho pensato che fosse giusto così. Abbiamo scelto Zalanki che ha meno potenza ma conta su un dinamismo eccezionale».
(1-da Il secolo XIX)

 

08 / 09/ 21