Brescia è un polo di riferimento nazionale per la pallanuoto italiana: l'An è campione d'Italia in carica e terza forza in Europa; alle spalle c'è un settore giovanile in costante crescita; c'è pure una società in Serie A2 come il Brescia Waterpolo e tutto il movimento femminile.
Tutto questo lo si deve a chi in questo sport ci ha creduto in tempi non sospetti. Il compianto Piero Borelli, prima di cedere alla malattia il 6 aprile 2019, era riuscito a spegnere le 50 candeline in questo mondo. Ed è proprio fra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 che risale l'arrivo della pallanuoto in una città che di mare non è e che, a quei tempi, era famosa per la propria laboriosità, per il tondino e non certo per le eccellenze a livello sportivo.

La prima società cittadina a muovere le prime bracciate nelle vasche della Lombardia è l'Europa Sporting Club, che ancora oggi esiste: ha ripreso con le giovanili e l'acquagol dopo una pausa di oltre 20 anni.
Ma c'erano altre realtà come lo Sport Club Brescia e il Brescia Nuoto che «prestavano» i loro nuotatori alla pallanuoto, per giocare campionati in vasca aperta di 2-3 mesi al massimo, nella bella stagione. Una sorta di riempitivo e completamento, rispetto al nuoto. In questa fotografia d'epoca, di una pagina del nostro giornale del 26 agosto 1974, che celebra l'allora storica promozione in C, compaiono le persone che hanno posto le fondamenta di questo sport nella nostra città. Oltre al citato Borelli, già allora con la vocazione di general manager ma anche giocatore, capelli lunghi, baffoni e gli immancabili occhiali da sole anche sul piano vasca, il primo presidente Fausto Paroletti e il tecnico di quella squadra che allora conquistava una storica Serie C e Sandro Sussarello, padre di Aldo, attuale allenatore del Brescia Waterpolo.
Fra i giocatori, coloro che sarebbero divenuti i patron dell'attuale An: Marco Bonometti, 5° da sinistra con un sorriso sfrontato e un fisico scultoreo e, primo accosciato da sinistra, anche lui ben piazzato, Franco Bonometti. E anche i fratelli Bonometti provenivano dal nuoto.

I due seguirono poi Borelli nella fondazione dell'Associazione Nuotatori Brescia, da cui è stato ripreso il nome dell'An, con il padre dell'attuale presidente Andrea Malchiodi, Guido Malchiodi, primo a guidare la nuova società, nella quale arrivarono giocatori del Civitavecchia (città natale di Borelli) dalla Serie A di allora, per provare il salto di qualità.
Nel Paese dei campanili non ha quindi fatto eccezione nemmeno la pallanuoto bresciana che, fra gli Anni '80 e '90, visse poi di un dualismo cittadino fra Europa Sporting Club e quel Brescia che, fra vari cambi di gestione e di società, ha mutato il suo nome diverse volte: negli ultimi 30 anni Leonessa, Brixia e ancora An Brescia.

Dai pionieristici tornei estivi in vasca aperta di strada ne è stata fatta. Mancavano le strutture idonee, i campionati nelle serie maggiori si giocavano in esilio. Ma negli ultimi 25 anni la pallanuoto bresciana ha raggiunto i massimi livelli in Italia e in Europa. Brescia da tempo ormai è una delle società con più tradizione nella pallanuoto alla stregua di storiche realtà come Recco, Posillipo, Canottieri Napoli e Savona. (1-da BresciaOggi)


 

16 / 11/ 21