A soli 19 anni il sogno si avvera. «Matteo, vai!», avrà detto il CT Campagna. E via l’emozione iniziale. Dalla Roma Nuoto alla Lazio per fare esperienza in massima serie, poi di nuovo alla “casa madre” appena promossa, Matteo Spione, professione centroboa, rivive 24 ore dopo i momenti del dopo Italia-Francia di Europa CUP.

I transalpini sono nel suo destino evidentemente…
Sembra di sì. È stata la prima partita giocata con la Nazionale la scorsa stagione in amichevole, poi dopo l'All Stars il mese scorso, l’esordio in una competizione ufficiale proprio contro di loro.

Si aspettava di giocare?
Diciamo che guardando le convocazioni ci poteva stare, con l'indisponibilità di Fondelli eravamo praticamente contati. Ufficialmente il CT me lo ha detto il giorno della partita dopo pranzo, ero contentissimo ma anche emozionato perché dopo tanti sacrifici la Nazionale è il sogno di tutti. Io poi mi sono ritrovato a giocare con quelli che fino a poco tempo prima vedevo solo in TV, il massimo.

Cosa ha provato appena entrato in acqua?
Tanta emozione, ma è dovuta andare subito via, era una partita da tre punti, non poteva esserci spazio per niente altro che il gioco. Non ho avuto un minutaggio elevatissimo ma è più che normale, sta a me sfruttare ogni occasione che mi si presenterà di volta in volta.

Giovanissimo e già all’esordio con il Settebello. Come nasce la passione per la pallanuoto?
Si può dire per caso. Nuotavo come tanti bambini, poi verso gli 8 anni vedendo altri che giocavano col pallone in  acqua, un po' per curiosità, un po' perché mi annoiavo a nuotare e basta ho provato anche io e me ne sono innamorato.

Ha percorso la tratta Roma-Lazio in entrambi i sensi in 2 anni. Nel calcio sarebbe impensabile, la pallanuoto è diversa sotto questo aspetto
Assolutamente, i passaggi tra squadre della stessa città sono molto più frequenti e per niente traumatici. Poi ci conosciamo tutti, con tanti giocatori c'è un vero rapporto di amicizia indipendentemente dalla squadra, proprio per questo lo scorso anno sono stato accolto in maniera fantastica dai ragazzi della Lazio, così come quest’anno al ritorno in giallorosso.

Un derby quello di sabato scorso speciale, quindi
Una bellissima giornata, vissuta senza astio ma con una sana rivalità e competitività sportiva, il primo derby di Roma nella pallanuoto tra giallorossi e biancocelesti in assoluto. Per me ovviamente c'è stata più emozione che per altri avendo indossato entrambi i colori di recente.

Giovane ma già con varie esperienze da vendere. Cosa si aspetta dalla pallanuoto nel futuro?
Dal punto di vista personale non ho assolutamente intenzione di fermarmi qui, voglio costruire il mio futuro in questo sport che per me è meraviglioso, da più di 10 anni do tutto me stesso ogni giorno in allenamento e in partita, spero di togliermi tante soddisfazioni. Più in generale vorrei che la pallanuoto riuscisse ad avere la visibilità che merita facendosi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico, a prescindere da regole e cambiamenti di cui si parla.

 

14 / 11/ 18