Croazia-Italia 12-9

Croazia: Bijac, Macan, L. Fatovic, Loncar, Jokovic, Buljubasic, Vukicevic 1, Buslje 1, Sukno 4, Krapic, Setka 2, J. Garcia 4, Marcelic.
All. Ivica Tucak
Italia: Tempesti, Di Fulvio 1, Gitto, Figlioli 2, Presciutti, Mirarchi, Nora, Fondelli, Renzuto Iodice 3, Bodegas 1, Aicardi 2, Bertoli, Volarevic.
All. Sandro Campagna
Arbitri: Stavridis (GRE), Schwartz (ISR)
Parziali: 3-2, 2-3, 3-1, 4-3
Note: usciti per limite di falli nel IV tempo Macan (C) e Bertoli (I). Espulsi nel IV tempo per gioco scorretto Loncar (C), Gitto (I). Nella Croazia Marcelic in porta dal II tempo, nell’Italia Volarevic nel IV tempo. Superiorità num. Croazia 6/14, Italia 5/11. Spettatori 6000 circa.
 

Budapest - Fuori dai giochi. Come agli Europei di Belgrado l’Italia sbatte contro un muro balcanico. All’ora fu il Montenegro, oggi è la Croazia che si vendica delle due sconfitte in World League e Trofeo Sei Nazioni. Sarebbe stata meglio una sola vittoria, ma di quelle che contano, invece i nostri vanno nella parte povera del tabellone dopo una gara iniziata in maniera contratta, rimessa in piedi con tanta determinazione e chiusa con altrettanta fatica.
Parte a razzo la squadra di Tucak e si porta subito avanti di 2 gol (rigore dubbio il secondo), la sfrontatezza azzurra mostrata nelle prime quattro gare, in particolare contro l’Ungheria, sembra ancora negli spogliatoi, Campagna deve chiamare time out e strigliare a dovere i suoi per dare inizio alla rimonta firmata da Renzuto e Aicardi che sfrutta con un pallonetto l’assist al bacio del napoletano. Sono tanti i falli gravi visti dai fischietti da ambo i lati ma solo la Croazia li sfrutta a dovere mentre i nostri appaiono intimiditi dalla compattezza avversaria davanti alla porta di Bijac. La tranquillità si rifà viva in casa Italia grazie anche ai gol a uomini pari, danno sicurezza soprattutto per la forza mentale con cui arrivano.
Crescono gli azzurri, il gioco è più fluido anche con l’uomo in meno, gli avversari dopo aver esaurito la carica iniziale si fanno rimontare prima dell’intervallo lungo. Comincia a funzionare meglio anche l’uomo in meno e stavolta è Tucak a organizzare la staffetta in porta per dare la scossa dopo la rimonta subita, entra Marcelic ma alla prima occasione capitan Figlioli lo battezza per il primo vantaggio arrivato dopo un minuto dal cambio campo.
Da l’idea di potercela fare l’Italia, si fa più spavalda ma continua a soffrire un devastante Sukno che riporta avanti i suoi con la quarta realizzazione personale dopo il pareggio di Garcia e manda all’aria il parziale di 3-0 che faceva ben sperare.
Tutto da rifare, ma la cosa più pesante è il ritorno della tensione tra i nostri, i tanti falli gravi si fanno sentire anche dal punto di vista psicologico oltre che nei cambi più dilatati. La Croazia ne approfitta e ritorna sul +2 costringendo Campagna ad urlare nuovamente per dare ordine alla squadra soprattutto nelle ripartenze e a uomini pari in fase passiva. Si mette anche la cattiva sorte a complicarci la vita, Aicardi dopo una bella manovra centra in pieno la traversa quando dimezzare lo svantaggio a filo di sirena sarebbe stata tanta roba.
Manca l’ossigeno, c’è poco da fare, il corpo a corpo è dispendioso anche conoscendo le armi giuste per affrontare i giganti, le azioni personali cominciano ad essere davvero troppe, dall’altra parte i biancorossi riescono a preparare bene le conclusioni sfruttando i centimetri in più raggiungendo il +3 di Vukicevic a poco più di 5  minuti dalla fine.
E ci si mettono anche gli arbitri non fischiando almeno uno dei due falli da espulsione definitiva che potrebbero dare la svolta in favore del Settebello. Non basta la rimonta parziale di Aicardi e Renzuto, la nostra difesa si addormenta diventando vittima di Buslje, di Garcia, che ci rifila la seconda quaterna dopo quella di Sukno, e della crescita di Marcelic tra i pali, relegandoci alle finali di consolazione per il quinto posto, ancora contro l’Australia.

Una cosa è certa: per come sono andate le cose, per i gioco espresso contro squadre fisiche oltre che tecniche, per i cambi forzati operati da Campagna alla vigilia che avrebbero abbattuto anche un elefante, il Settebello esce sicuramente a testa alta dalla corsa al podio. Ne è convinto anche il CT: «abbiamo giocato male, nonostante ciò abbiamo piazzato un parziale di 3-0 andando avanti sul 6-5. La disattenzione ha consentito loro di ritornare in partita, il resto lo hanno fatto le conclusioni forzate e i pochi falli conquistati in alcune fasi di gioco che si riversano poi nelle azioni difensive. Sono comunque soddisfatto del gruppo – conclude – comincia un nuovo quadriennio con dei valori elevati che ci può vedere protagonisti, essere anche oggi tra le prime quattro non sarebbe stato immeritato»

 

 

25 / 07/ 17