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Fra i tanti personaggi apparsi sulle gradinate della Sciorba di Genova durante la Final 8 di Champions, non poteva mancare il "baffo" d'oro. Ratko Rudic, seduto lontano dai riflettori, però non è sfuggito al cronista curioso.

Anche perchè la nomina di "ambasciatore" della FINA è un fatto che incuriosisce. Cosa racconterà in giro per il mondo e sopratutto perchè per smuovere il pianeta pallanuoto si sente quasi come un obbligo cambiare le regole?
Prima di tutto non sono ambasciatore della FINA, ma sto collaborando con la federazione non solo su regole, perchè non c'è necessità di cambiare le regole ma c'è la necessità di migliorare la situazione della pallanuoto. Deve crescere sopratutto sul piano organizzativo, con il marketing. E' principalmente questo il motivo della mia collaborazione. Le regole si possono cambiare ma non sono la cosa più importante: forse qualche piccola modifica, ma l'importante è far conoscere, organizzare il nostro sport.

La Final Eight organizzata dalla Pro Recco è la dimostrazione di come bisogna organizzare un evento.
Certamente è stata organizzata molto bene. Anche se non mi convince organizzare una finale a otto squadre. Credo che sia meglio una finale a quattro. E' una mia opinione certamente, ma lo spettacolo sarebbe vissuto diversamente.

Quale futuro vede per la pllanuoto?
Sarà sempre viva, dipende se riusciamo a scalare le posizioni di popolarità. Certamente sarebbe difficile arrivare  come il basket o il volley, ma dobbiamo tentare di andarci vicino. Dobbiamo crescere e migliorare.

Lei è stato tanti anni negli States. Perchè non c'è ancora il  campionato?
Perchè è un sistema di sport diverso. In USA c'è un sistema di sport di scuola, qui da noi di club. Quando stai studiando non ti permettono di giocare in un club. Hanno solo il loro campionato universitario, che è anche seguito. Non riescono a creare un campionato semiprofessionale. Il problema è avere un campionato senza giocatori impegnati negli studi.

Cosa farà da grande Ratko Rudic?
Adesso sono finalmente in pensione, non faccio niente.

 

14 / 06/ 18

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