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Fu Gabriele Pomilio a commissionare uno studio con l'obbiettivo di far “decollare” la pallanuoto. Studio che fu pagato (soldoni) dalla Federnuoto. Studio, poi, chiuso in un cassetto e sepolto di polvere. Cambiamenti pensati, scritti e mai applicati, insomma. Ma la cosa più strana è che tanti “buoni” propositi furono anche avallati da LEN e FINA.

Seconda parte
Obiettivi da raggiungere entro il 31 dicembre del 2003.

A) Piscina di gara
All’interno dell’impianto è opportuno allestire aree riservate per agevolare e migliorare la fruizione di determinati servizi:
1) Tribuna stampa: deve avere una buona visibilità rispetto al campo di gioco, deve essere allestita in modo da ospitare almeno otto giornalisti per dare loro la possibilità di lavorare nelle migliori condizioni possibili (dotata di corrente elettrica e linea ADSL).

Nota della redazione: stendiamo un velo pietoso su quanto accade oggi in quasi tutte le piscine italiane e non solo: anche a livello internazionale la situazione è molto precaria.

2) Zona interviste: essenziale trovare un’area protetta dall’intrusione di estranei, dove sarà predisposto un pannello con i marchi di tutti gli sponsor. Zona che dovrebbe essere individuata a bordo vasca per poter effettuare le interviste a “caldo”.
3) Accreditamento: necessario istituire uno sportello per accreditare i giornalisti e gli ospiti della società che organizza. Con un responsabile che segua entrambi.
4) Servizio ristoro: ogni piscina deve disporre di un bar attrezzato usufruibile da tutti i partecipanti all’evento.
B) Media

A bordo vasca dovranno essere predisposte postazioni per:
1) speaker
2) telecamere fisse e mobili
3) collegamento con FIN
4) raccolta dati

Quindi il Gabriele Pomilio illustra nei minimi dettagli ogni punto sopra elencato.
Oggi, purtroppo, dei quattro suggerimenti non ne resta praticamente traccia, speaker a parte. Le telecamere a cui si riferiva Pomilio erano quelle della RAI, che una volta trasmetteva almeno una partita del campionato. Oggi sarebbe un sogno riaverle.
Anche perché se la FIN ripensasse alla sua politica “televisiva” oggi la partita trasmessa in diretta streaming sul suo sito sarebbe appannaggio di un network televisivo, sia esso Rai, Sky, Eurosport, SporItalia o Nove TV.
Basti pensare al successo che Brescia, Recco e Sport Management hanno avuto lo scorso anno con le partite di Champions.
E sarebbe anche il caso che le società si rendessero conto anche dell’importanza che ha avuto Radio Rai con il programma “La pallanuoto minuto per minuto” che il buon Alfredo Provenzali ha condotto per moltissimi anni.
Senza alcun dubbio si tratterebbe di fare un piccolo sforzo ed uniformare tutti gli orari delle partite. Invece è più facile (con la FIN sempre consenziente) chiedere lo spostamento per problematiche di viaggio anziché affrontare i costi di un pernottamento. Ricordandoci che siamo in Serie A 1.

3) PUBBLICITA’
Le società dovrebbero garantire la migliore visibilità alla cartellonistica posta a bordo vasca.
Ad inizio di ogni campionato le società dovrebbero predisporre un lay out che sia rispettato durante tutta la stagione.
Il lay out a cui fa riferimento Pomilio in effetti non è rivolto in prima persona alle società, ma alla Lega. Purtroppo oggi la formazione di una Lega sembra essere un sogno irrealizzabile, sia per l’ostracismo della FIN, sia per l’assurdo opportunismo dimostrato fino ad oggi proprio dalle società.
Ma i suggerimenti non si fermano qui: per esempio brandizzare il bordo vasca dove camminano gli arbitri durante la partita, oppure apporre sulle porte il logo del main sponsor, oppure appore nei retroporta dei galleggianti con il marchio degli sponsor.
Basti ricordare i famosi galleggianti “Findomestic” quando il campionato di Serie A1 si chiamava appunto Findomestic Cup, dal 2005 al 2009.  

Quindi riassumendo:
1) ogni società deve avere uno schema operativo per uniformare lo spettacolo

2) i dirigenti delle squadre devono presentarsi a bordo vasca con la divisa uguale

3) l’addetto stampa deve essere la persona a disposizione prima, durante e dopo la partita dei giornalisti e non interessarsi ad altro.
Questa figura nel disegno di Pomilio è fondamentale per assicurare il supporto necessario ai giornalisti presenti in piscina. Prima della gara deve consegnare loro le formazioni delle squadre su un tabellino in bianco, che riconsegnerà redatto al termine della stessa.
Oggi cosa succede? Da quando la FIN ha istituito i tabellini live, sono gli addetti stampa a comunicare i dati. Quando, purtroppo, non sono impegnati a fare telecronache televisive o radiofoniche, dimenticandosi di essere quel supporto di cui parlava Pomilio. (2- continua)

Nella foto
Piscina di Camogli. partita RN Camogli - Cosenza Nuoto
Un giovanissimo Niccolò Figari sta per scoccare il tiro davanti al galleggiante Findomestic

08 / 09/ 19

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