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AN Brescia - CC Ortigia 17-8

AN Brescia: Del Lungo, Dolce 1, C. Presciutti 1, Lazic 3, Jokovic 2, Nikolaidis, Renzuto Iodice 2, Cannella 1(R), Alesiani 2, Vlachopoulos 2, Di Somma 2, Gitto 1, Rossi.
All. Sandro Bovo
CC Ortigia: Tempesti, Condemi 1, Giribaldi, Rocchi 1, Di Luciano 1, Ferrero 1, Condemi 1, Gallo 1, Mirachi, Rossi 1, Vidovic, Napolitano 1, Piccionetti.
All. Martino Abela e Goran Volarevic
Arbitri: Navarra, Petronilli
Parziali: 7-2, 3-2, 3-2, 4-2
Note: nessuno uscito per limite di falli. Superiorità num. AN Brescia 7/8, Ortigia 3/5.

E’ bastato il primo tempo per spalancare le porte della finale al Brescia. L’Ortigia non è stata in grado di frenare la corsa della Leonessa che con ben sette reti incassate ha ceduto quasi di schianto alla supremazia dei bresciani.
E dire che la partita è rimasta in bilico fino al tardo pomeriggio, quando gli ennesimi tamponi effettuati al team aretuseo ha scacciato ogni dubbio su possibili contagi al covid.

«Abbiamo giocato bene - commenta a fine match Sandro Bovo-. Nella seconda parte forse abbiamo preso qualche tiro che potevamo evitare, ma si vede che la squadra aveva voglia di giocare  e domani ce la giochiamo contro i campioni»
Le spiccate individualità dei giocatori di Bovo poi, hanno fatto la differenza: un perfetto Vlachopoulos in cabina di regia, due bocche da “fuoco” come Lazic e Jokovic in attacco, hanno sovrastato la fragile difesa siciliana, priva anche dell’infortunato Giacoppo.
Ma sopratutto colpisce la precisione quasi chirurgica dell’attacco bresciano: sette reti realizzate su otto superiorità ottenute sono il viatico per tentare la conquista della Coppa Italia, persa nelle ultime sette edizioni proprio contro la Pro Recco.

Un Brescia lanciatissimo, dunque, ed un’Ortigia amareggiata, come si evince dalle parole di Goran Volarevic, che in coppia con Martino Abela ha condotto la formazione aretusea, priva del suo allenatore Stefano Piccardo, risultato positivo al covid: «Questa è stata una giornata difficile e caotica, però non giustifica  un approccio simile alla partita. Siamo entrati in acqua senza personalità, sapendo che stavamo giocando contro una signora squadra che a ogni minimo sbaglio ti punisce. Sono rammaricato, anche se devo dire che dopo, nella fase centrale, è andata meglio. In realtà anche nel primo tempo abbiamo fatto qualche azione positiva, ma non siamo stati premiati. Comunque, ora dobbiamo ritrovare concentrazione e  riorganizzarci per domani, perché sicuramente non si può partire così».

 






Nella foto di Pasquale Mesiano
Vincenzo Renzuto



 

04 / 05/ 21