Il primo trofeo della stagione che incombe. La voglia di crescere e di confermare quella vittoria dell’8 dicembre contro l’Orizzonte che nel mondo della pallanuoto femminile ha fatto rumore.
E poi le tante storie personali di un gruppo che sta crescendo più velocemente del previsto. Il Rapallo guarda alla Coppa Italia (dal 4 al 6 gennaio a Ostia) e fa un sorriso: «Non succede. Ma se succede...».
Ora ci sono anche le liguri tra le candidate alla vittoria.
A inizio stagione la coppa non sembrava un obiettivo alla portata. Ma quel 9-6 di inizio dicembre all’Orizzonte, che in campionato non perdeva da due anni e mezzo, un po’ gli equilibri li ha spostati.
E le storie personali di tante ragazzine che vogliono crescere e di alcune big che si vogliono confermare viaggiano parallele in questa realtà.

C’è la giovanissima Sofia Giustini,15 anni e già convocata in azzurro così come la bogliaschina Dafne Bettini. Ci sono quelle che nel Setterosa vivono in pianta stabile come Emmolo, Avegno e Lavi e chi ha esordito recentemente come Viacava.
E poi c’è lei, Carolina Marcialis, che una chiamata in azzurro la gradirebbe. Tempo fa lo aveva anche detto apertamente:«Sarebbe un sogno...». Poi assoluto silenzio sulla storia. Della serie: «Io ci sono,ma la convocazione non spetta a me».
Ed Enrico Antonucci, il presidente del Rapallo, ora la ributta lì: «Io non dico che deve andare in Nazionale, io dico che meriterebbe una chance. L’avete vista contro l’Orizzonte? Abbiamo giocato contro una squadra indubbiamente molto forte. E lei ora ha di mostrato di essere alla pari con le altre. Forse di alcune mi permetto di dire anche meglio».

Occasione azzurra per Lady Cassano, dunque? Presto per dirlo. La filosofia del Setterosa al momento sembra più votata a dare opportunità alle giovanissime in vista delle Olimpiadi del 2024 e intanto portare avanti un gruppo abbastanza stabile per il 2020.
Ma Fabio Conti, di tanto in tanto, qualche apertura la concede. Di certo la storia di Carolina (classe ’91, dunque ancora giovane) è particolare.
E qui non c’entrano l’amore e i figli con Cassano. È proprio la storia sportiva a essere intrigante. Aveva smesso,dopo sei anni ha ricominciato in A2 con la Locatelli. Sembrava un ritorno soft.
Poi il Rapallo le ha offerto l’opportunità di tornare in A1.Lei l’ha colta,ha iniziato a lavorare più intensamente. E ora sta crescendo insieme alla squadra: «Per me il talento non ha età:ho portato Di Mario alle Olimpiadi a 34 anni e ora convoco gente di 15 – dice il ct azzurro Fabio Conti - però ogni giocatrice va valutata sulle prestazioni di più gare e nell’ottica di un impiego in competizioni internazionali».
Nel caso di Carolina ci sarebbero da valutare anche le situazioni famigliari:
«Una mamma ha un’organizzazione di vita particolare – osserva Conti- e su questo deve riflettere anche la ragazza stessa. Il prossimo anno e mezzo sarà molto intenso.Se volessi convocare una mamma è evidente che prima di farlo dovrei parlarle».
Insomma,nelcaso sarà anche Carolina a dover decidere. Intanto la Coppa Italia incombe.
Il Rapallo sa, se non altro in termini di esperienza, di dover concedere qualcosa a squadre come Padova e Orizzonte.
Ma la squadra c’è. E a Ostia ci sarà pure Fabio Conti:«Guarderò tutte le partite–afferma-serviranno per ulteriori valutazioni».
Domanda scontata e risposta politica: «Guarderà anche Carolina?». «Guarderò tutte le ragazze in acqua».
(1- da Il Secolo XIX)

02 / 01/ 19

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