A novembre saranno otto anni in cui Fabio Conti è il Ct del Setterosa. Dopo nove anni di “buio” europeo, nel 2012 ad Eindhoven, Campionati Europei, porta l’Italia sul podio più alto. Quindi quarto posto nel 2014 a Budapest, per tornare sul gradino più basso del podio, a Belgrado nel 2016. Adesso la caccia alla medaglia si riapre a Barcellona. Grecia, Olanda, Russia e le padrone di casa della Spagna le avversarie più quotate. Ma la ricostruzione della nazionale post Olimpiadi di Rio prosegue: grinta e voglia di fare bene non mancano.
Venerdì il Setterosa volerà in Catalogna dove sabato, alle 15.30 giocherà la sua prima partita contro Israele. Come di consueto abbiamo sentito il Ct prima del grande evento.

Cosa teme di più nella fase eliminatoria a gironi?
Quest’anno le abbiamo affrontate tutte: Grecia, Olanda fra common training e tornei, poi conosciamo le squadre degli incroci. Forse l’unica che non abbiamo affrontato quest’anno è la Russia, ma la studiamo da sempre con attenzione. Non ho grossi timori, se non essere concentrati su noi stessi piuttosto che su gli altri. Siamo ancora in fase di ricostruzione del dopo Rio con i cambiamenti che ci sono stati nella squadra e quindi insisto molto sulla ricerca del nostro equilibrio interno, giocando sempre al massimo, come del resto abbiamo sempre fatto.

Rispetto al Settebello il suo è un gruppo più collaudato e affiatato
Dal dopo Rio abbiamo sempre sei atlete, a loro si aggiungeranno le sette che convocherò. Non ricordo adesso la situazione dei ragazzi di Campagna. Una squadra si basa sempre su alcuni equilibri interni, con le uscite di Frassinetti e Di Mario c’è già stato un grosso scombussolamento. Ma al di là di chi c’è o di chi rimane, in ogni quadriennio si ricomincia alla ricerca di un nuovo equilibrio. Nel quadriennio precedente abbiamo un pò faticato all’inizio, poi siamo usciti fuori lungo i quattro anni. Mi auguro che avendo già fatto innesti lo scorso anno ora si incominci a vedere qualcosa. Anche perché dal prossimo non si può più sbagliare perché devi essere competitivo e devi avere le idee abbastanza chiare in vista delle Olimpiadi.

Ha parlato di Tania. Ieri lei era la leader. Oggi il Setterosa ha trovao un successore o non è necessario?
Di leader c’è sempre bisogno, anche se il carisma si può gestire in maniera differente. E’ chiaro che avere giocatori di esperienza come Tania significa avere un tipo di leader ben definito. Oggi abbiamo una leadership interna al gruppo differente, fatta e gestita da più persone anche della stessa età. Tania aveva dalla sua anche un gap generazionale per cui si portava dietro questa paternità di gestione oltre che un mondo di esperienza. Oggi nel gruppo ci sono le tre “poliziotte” dell’89 che sono le più grandi, poi ci sono Gorlero che è del ’90 e Queirolo del ’91. Quindi la leadership è abbastanza gestita ed equilibrata, non tecnica, non d’esperienza ma dal gruppo.

Dopo Rio l’obiettivo era ridurre il gap con gli USA. In prospettiva Tokyo a che punto siamo?
Numericamente la finale Olimpica l’abbiamo persa con sette reti di scarto, al torneo a Rotterdam con sei, quindi un passettino avanti lo abbiamo fatto. Chiaramente è una battuta, penso che ci sia tanto da lavorare. Ce ne siamo accorti a questo torneo e se ne sono accorte anche le altre nazionali. Gli USA hanno rifilato dieci reti di scarto all’Olanda, padrona di casa, otto all’Ungheria, sei a noi. Guardo sempre le americane come modello, per dare un obiettivo, uno stimolo. Per farlo c’è bisogno di fare di più e meglio. Ci stiamo mettendo tanto impegno per dare a queste ragazze un aiuto concreto, per agevolarle, per dare un po’ di serenità anche sotto il profilo economico. Ed il primo aiuto si è visto con l’inserimento nella Polizia di Stato. Credo sia un atto dovuto. Ma al di là di questo passo avanti, abbiamo fatto un check: questo è l’anno di mezzo prima dell’anno olimpico. Da qui a un anno dobbiamo puntare a qualche cosa d’importante, alzare gli standard per poter competere con gli USA. Fino a Rio erano senza mancina, avevano un buco: presto detto e fatto. Hanno naturalizzato una giocatrice greca ed oggi hanno la mancina. Hanno cambiato il centro, ma ne hanno trovato una più forte. Anche loro sono quindi in evoluzione, ma sempre di altissima qualità.

Un pronostico per Barcellona?
Come sempre non ne faccio. Noi entreremo in vasca con Israele giocando come se fosse la finale olimpica. Se avremo questo tipo di atteggiamento allora potremo fare qualcosa di buono. Poi i tornei si giocano dai quarti in avanti: saranno quelle le partite che faranno la differenza.

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12 / 07/ 18