Il Setterosa sta ultimando la preparazione in vista dei Campionati del Mondo in programma da metà luglio a Budapest. Fabio Conti in questo biennio post Rio ha provato nuove atlete dovendo sostituire Tania Di Mario e Teresa Frassinetti che hanno lasciato la pallanuoto. Un compito non facile: giorno dopo giorno, mese dopo mese il Ct sta incominciando a trovare una “quadra” per la nuova giovane Italia

Una squadra rinnovata, quindi, che si appresta ad affrontare, dopo common training e tornei, il primo test senza rete, non a prova di errore: i mondiali. Che Italia sarà?
La base di partenza sono state le recenti tre settimane di lavoro intenso, soprattutto per "coordinare", dal punto di vista tattico e del gioco, le nuove arrivate. Devo dire che sono ragazze splendide perché si sono subito amalgamate: si lavora in un clima sereno e soprattutto con voglia di fare. Resta comunque il fatto che gli obiettivi principali sono due: Mondiale a Budapest e Universiadi a fine agosto a Taipei. Per cui chi non sarà fra le tredici al mondiale, sarà in vasca a Taipei. Poi è chiaro che anche alle Universiadi ci sarà chi avrà disputato il mondiale così come alcune delle "prescelte" faranno parte della nazionale giovanile che con Paolo Zizza affronterà diversi tornei. In pratica il nostro obiettivo in questa stagione è quello di accrescere l’esperienza di tutto il gruppo, facendo disputare alle ragazze più partite di un certo livello. Chiaramente verrà tenuta in considerazione anche la forma delle singole atlete. Ho posto l’obiettivo del gruppo sia a breve termine con il mondale, che a lungo, con il quadriennio olimpico.

Un programma intenso, che però potrebbe lasciare un po’ poco spazio alle ragazze. Non le sembra che dopo campionato, mondiale e universiadi si possa prospettare un super affaticamento?
Mi sento di dire che è “troppo” per quanto “troppo poco” ricevono in cambio. Grandi soddisfazioni a parte. E’ chiaro che i calendari internazionali non li definiamo noi. Sono discussioni in corso da circa...cinquant’anni fa. L’estate, è un dato di fatto, viene occupata dagli eventi internazionali. Finito il campionato hanno potuto “staccare” la spina per una settimana. Credo sia molto importante per loro. In questi due mesi passati insieme abbiamo trovato il giusto equilibrio tra lavoro e recupero, tentando di non farlo troppo pesare. Grazie soprattutto anche allo staff che collabora con noi. Credo che questo sia un gruppo speciale, consapevole del valore della pallanuoto femminile a cui, ribadisco danno tanto e poco, in termini economici, ricevono. Senza dimenticare le priorità: nonostante il doppio allenamento quotidiano, poi la palestra, al pomeriggio anziché riposare le vedi in sala lettura: chi studia, chi si aggiorna Per me sono super atlete.

Il mondiale: lassù ci sono sempre loro, le americane?
Le yankee hanno trovato “la quadra”. Il loro movimento si rafforza costantemente attraverso i college. A differenza dei nostri club che soffrono la crisi economica, le loro scuole superiori hanno ritorni diversi, importanti: borse di studio che permettono loro di stare praticamente sempre sul pezzo, con altri obiettivi. Sono la squadra da battere. Però non dobbiamo pensare che siano imbattibili, visto anche i risultati della World League. A Barcellona nel 2013 vinse la Spagna e loro arrivarono fuori dal podio. E’ mia sensazione che sia un mondiale molto aperto, dove sette, otto squadre possano ambire a stare nelle prime tre.

La preparazione fatta ci garantisce un podio mondiale?
Come detto prima c’è un certo livellamento e determinate risposte le darà il campo. Abbiamo perso Di Mario e Frassinetti, ma ho notato con piacere il grande impegno che hanno le new entry. Certo non posso prevedere quello che succederà, ma sono fiducioso.

Che indicazioni arrivano dal nostro campionato dove ogni società va per la sua strada, senza aver ancora capito che questo pseudo “campanilismo” sta soffocando tutto il movimento?
La mia storia personale parte proprio da un club: l’ho costituito, l’ho allenato, ho gestito l’impianto. Conosco bene le problematiche ed i sacrifici che le società oggi devono affrontare. Soprattutto per sostenere queste fantastiche ragazze che si comportano da professioniste in un mondo “dilettantistico”. Non è per niente facile, anche se dopo l’ultima riunione società/Federazione ho percepito un clima diverso. C’è stato più dialogo,uno spirito di collaborazione che se incrementato potrebbe portare a buoni risultati. Va detto che i club fanno sacrifici importanti per riuscire a mantenere un certo livello. E non è facile, visti i tempi di crisi.

 

28 / 06/ 17